{"id":379,"date":"2011-10-19T23:36:12","date_gmt":"2011-10-19T23:36:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilmilione.org\/blog\/?p=379"},"modified":"2016-01-01T22:39:44","modified_gmt":"2016-01-01T21:39:44","slug":"il-grande-reset","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=379","title":{"rendered":"Il Grande Reset"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 trascorso un mese dall&#8217; ultimo post, volutamente. Non c&#8217;era infatti nulla di veramente nuovo o rilevante da segnalare o su cui riflettere. I soliti saliscendi dei mercati finanziari; i litigi tra Germania, Francia, America e Cina, per capire come uscire dalla crisi e chi paga il conto; un p\u00f2 di proteste nelle piazze di Atene, Roma e New York; l&#8217; immancabile pessimismo dei media; Berlusconi ancora al suo posto e i parlamentari italiani aggrappati ai loro scranni. Nulla di nuovo, appunto; d&#8217;altronde sono passati solo trenta giorni, una bazzecola per i tempi della storia. In realt\u00e0, l&#8217;unica notizia forse interessante \u00e8 che gli ultimi indicatori dei principali paesi, tra cui produzione, disoccupazione, andamento di consumi e prezzi, sono migliori delle attese, facendo cos\u00ec intuire una robustezza dell&#8217; economia mondiale che sconfesserebbe gli ultra pessimisti. Ma anche questo non conta poi molto, perch\u00e8 il pendolo potrebbe oscillare nel senso inverso gi\u00e0 nei prossimi trenta giorni. Ergo, si pu\u00f2 anche far passare un mese prima di scrivere un post nel weblog, soprattutto se l&#8217;analisi di ci\u00f2 che sta accadendo non \u00e8 cambiata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/sarkozy-merkel-150x150.jpg\" alt=\"sarkozy-merkel\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1831\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e8 allora questo nuovo articolo? La giustificazione \u00e8 data dagli eventi di queste ultime ore: sembra, udite udite, che Merkel e Sarkozy stiano per annunciare &#8211; finalmente &#8211; il grande piano di salvataggio dell&#8217; Europa e dell&#8217; euro. La grande decisione \u00e8 attesa per questo week end e il solito teatrino tra Don Giovanni-Sarkozy (&#8220;<em>l\u00e0 ci darem la mano, l\u00e0 mi dirai di s\u00ec<\/em>&#8220;) e Zerlina-Merkel (&#8220;<em>vorrei e non vorrei, mi trema un poco il cor<\/em>&#8220;) rafforza tale <a href=\"http:\/\/www.firstonline.info\/a\/2011\/10\/19\/merkel-sarkozy-guardian-accordo-per-potenziare-efs\/519d483d-ec53-4356-a48c-ef06ae845128\">attesa<\/a>. Come si \u00e8 arrivati a questa soluzione? \u00c8 molto semplice: le banche francesi stavano per affondare per via dei titoli di stato della Grecia nei loro bilanci e per l&#8217; oramai innegabile necessit\u00e0 di un default degli ellenici; i grandi fondi americani ritirano sempre pi\u00f9 soldi dalle banche europee. A catena, l&#8217; intero sistema finanziario della UE e forse del mondo sarebbe saltato in aria. Sarkozy e Obama (con il suo portaborse inglese Cameron) hanno allora fatto qualche <a href=\"http:\/\/www.tgcom.mediaset.it\/mondo\/articoli\/articolo1024078.shtml\">telefonatina<\/a> dai toni un p\u00f2 meno signorili con Frau Merkel, che alla fine sembra essersi convinta. E ora? Domenica sera ci diranno probabilmente che l&#8217; Europa \u00e8 pronta a salvare banche e paesi del Clubmed per un importo fino a due trilioni di euro. Una somma imponente, pari al 17% del prodotto interno lordo dell&#8217; Unione Europea e magicamente creata con artificio contabile simile all&#8217; utilizzo della leva finanziaria che fece poi crollare il mondo nel 2008. Il debito eccessivo salvato con la tecnica dei prodotti finanziari strutturati e dei derivati, complimenti a tutti. Servir\u00e0 ad evitare l`imminente tracollo delle banche e l`implosione dell&#8217; euro? Se i numeri sono questi e si permetter\u00e0 l&#8217; acquisto massiccio del debito dei paesi in difficolt\u00e0, certamente s\u00ec. Avremo anche eliminato le crepe strutturali dell&#8217; economia globale e ribilanciato il motore della crescita? Sicuramente no, non con la finanza creativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cause fondamentali degli squilibri all&#8217; interno dei sistemi capitalistici globali, che esplodono ogni\u00a0 30-40 anni, sono due: le differenze tra paesi nelle bilance dei pagamenti &#8211; soprattutto gli squilibri commerciali (esportazioni meno importazioni) &#8211; e le forti asimmetrie nella distribuzione della ricchezza all&#8217; interno di ogni nazione. Non bisogna essere dei geni della macroeconomia per capire che non pu\u00f2 sopravvivere a lungo termine un modello basato su 1) governi e cittadini che si indebitano per consumare pi\u00f9 di ci\u00f2 che producono, importando dai paesi in surplus e su 2) reddito e ricchezza concentrati nel 5%-10% della popolazione, mentre il rimanente 90% ha sempre meno capacit\u00e0 di spesa. Si pu\u00f2 andare avanti per decenni grazie al trucco del debito, della crescita della popolazione lavorativa (pensiamo alle pensioni pagate dai giovani lavoratori) e &#8211; in parte &#8211; della produttivit\u00e0. Quando il peso del debito diventa eccessivo e la macchina si inceppa (recessione), bisogna resettare i contatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il professore <a href=\"http:\/\/www.voxeu.org\/index.php?q=node\/7059\">Sinn<\/a>, presidente dell&#8217; IFO tedesco, ha di recente ben sintetizzato la causa fondamentale degli squilibri interni all&#8217; Europa, ovvero le differenze tra le bilance dei pagamenti (che comprendono gli sbilanciamenti commerciali). <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Sinn-150x150.jpg\" alt=\"Sinn\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1833\" srcset=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Sinn-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Sinn-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Sinn.jpg 302w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Sinn suggerisce quindi lacrime e sangue nei paesi &#8220;cicale&#8221;, che dovrebbero trasformarsi in formichine tedesche. Quello che sembra sfuggire al professore, \u00e8 che portare a zero il deficit della bilancia commerciale di molti paesi, causerebbe recessione e disoccupazione in Germania (chi comprerebbe le merci tedesche, esportate oggi per il 70% all&#8217; interno dell&#8217; Europa?). Ci pare\u00a0 impossible pensare di rendere \u2013 in breve tempo \u2013 pi\u00f9 competitivi Grecia, Portogallo, Spagna, UK ma anche Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ipotizziamo quindi una soluzione pi\u00f9 indolore per eliminare il peso schiacciante del debito passato e per mantenere in movimento il giocattolo dell&#8217; economia: quando saremo tutti pi\u00f9 disperati, occorrer\u00e0 convocare una nuova <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bretton_Woods_system\">Bretton Woods<\/a>. I leader mondiali si riuniranno per deliberare nuovi rapporti di cambio tra le monete (anche se superfluo, a nostro avviso, perch\u00e9 Europa e USA dovrebbero entrambe svalutare fortemente verso la Cina \u2013 impensabile) e, molto pi\u00f9 importante, per decidere di abbattere del 50% il debito pubblico di tutti i paesi (e, da parte degli stati, buona parte del debito eccessivo a carico dei cittadini).\u00a0Il &#8220;Grande Reset&#8221;. Si potrebbe fare anche in maniera elegante: le banche centrali di USA, UK, Europa e Giappone (UUEG) stampano moneta (volume pari al 50% del loro debito), moneta che \u00a0danno al Fondo Monetario Internazionale (FMI) in cambio di azioni emesse dal FMI per un aumento di capitale (es. 1 trillione = 1000 azioni); la Cina e altri paesi creditori importanti, in cambio, ricevono azioni senza doverle pagare \u2013 come si danno delle stock options. Cos\u00ec si crea un\u00a0 bilanciamento del potere di voto all&#8217; interno del FMI tra paesi industrializzati e paesi emergenti. A questo punto, il FMI rileva il 50% del debito UUEG facendo uno swap (scambio) con obbligazioni speciali perpetue &#8211; ad un tasso fisso &#8211; emesse a favore del FMI. Questo nuovo debito &#8220;speciale&#8221; non viene calcolato \u00a0nei vari parametri internazionali, essendo mai restituibile. Il FMI paga ai creditori il debito rilevato da UUEG; i creditori si obbligano a reinvestire subito una buona parte dei soldi ricevuti in &#8220;piani Marshall&#8221; (per esempio le energie <a href=\"http:\/\/www.european-climate-forum.net\/fileadmin\/ecf-documents\/Press\/A_New_Growth_Path_for_Europe__Synthesis_Report.pdf\">rinnovabili<\/a> in tutta Europa) proposti da un comitato speciale del FMI, per il rilancio e il ribilanciamento delle economie. Annotazione: in alternativa alla stampa di moneta delle banche centrali, il FMI potrebbe emettere nuovi diritti speciali di prelievo (<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Special_Drawing_Rights\">SDR<\/a>), scambiabili con denaro delle banche centrali &#8211; l&#8217; ultimativa creazione di <em>fiat<\/em> money.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fantaeconomia? Forse. Le alternative? Il deafult disordinato di molti paesi oppure la monetizzazione del debito. Quale strada sceglier\u00e0 l&#8217; Europa?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 trascorso un mese dall&#8217; ultimo post, volutamente. 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