{"id":306,"date":"2011-09-11T02:12:42","date_gmt":"2011-09-11T00:12:42","guid":{"rendered":"http:\/\/secondorinascimento.wordpress.com\/?p=306"},"modified":"2016-01-01T22:20:52","modified_gmt":"2016-01-01T21:20:52","slug":"la-grande-inflazione-il-percorso-di-minor-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=306","title":{"rendered":"La grande inflazione, il percorso di minor resistenza"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/Proteste-e-scontri-in-Grecia-ucciso-rapper-antifascista-150x150.jpg\" alt=\"Proteste-e-scontri-in-Grecia-ucciso-rapper-antifascista\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1823\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata, nuovamente, una settimana calda. Se la temperatura ambientale si \u00e8 giovata delle prime frescure settembrine, quella degli eventi politico-economici si \u00e8 invece surriscaldata come fosse ferragosto. La Grecia ha mandato via gli ispettori europei, informandoli che il buco di bilancio \u00e8 &#8211; ancora una volta &#8211; peggiore del previsto. Intanto, nelle piazze di Atene e Thessaloniki aumenta la violenza dopo l&#8217; ultima decisione del governo di tagliare gli stipendi pubblici del 20%, al grido di &#8220;ladri, ladri&#8221; ai politici locali e di &#8220;tedeschi cattivi&#8221; all&#8217; indirizzo del ministro delle finanze della Germania, colpevole di essersi lamentato in parlamento dell&#8217; evasione fiscale e della scarsa volont\u00e0 di cooperazione degli ellenici. Nel frattempo, lo stesso ministro Sch\u00e4uble sta preparando un piano per il salvataggio delle banche tedesche, nel caso di default della Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La manovra fiscale italiana, approvata dopo ben cinque voltafaccia per scontentare il minor numero possibile di clientele e lobby, ha rivelato tutta la sua natura recessiva e la sua inadeguatezza nell&#8217; affrontare in maniera strutturale la riduzione della spesa pubblica e la crescita reale. Se le recenti stime sul PIL italiano trovassero riscontro, una nuova e ben pi\u00f9 pesante manovra si render\u00e0 necessaria. La situazione della Spagna e &#8211; a breve &#8211; della Francia non \u00e8 molto diversa: deficit di bilancio ed elevati debiti sovrani impongono anche a loro la via dell&#8217; austerity, di natura deflattiva se prevarranno &#8211; come in Italia &#8211; gli egoismi locali. L&#8217; intero mondo occidentale sta imboccando la via sbagliata, ripetendo gli errori fatti subito dopo la Grande Depressione nel 1933 e dal Giappone vent&#8217; anni fa: aumento delle tasse e riduzione del welfare, con conseguente crollo della domanda e del prodotti interno lordo; ergo, maggiore disoccupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si domander\u00e0: esistono alternative? Se s\u00ec, quali? Le risposte proposte da economisti, governi e banchieri centrali, sono diverse. L&#8217;efficacia di queste deve essere valutata sulla base di due considerazioni: la soluzione proposta \u00e8 in grado di ridurre il debito &#8211; privato e\/o pubblico &#8211; in modo strutturale? E riesce a far tornare PIL e occupazione ai livelli pre-crisi? \u00c8 infatti evidente che se la riduzione dei debiti \u00e8\u00a0 vincolante per evitare la spirale tassi di interesse-rinnovo del debito-default, come drammaticamente vissuto in questi giorni dalla Grecia, tale diminuizione di per s\u00e8 non risolve l&#8217;agonia delle persone senza lavoro e delle economie senza crescita e sempre meno competitive. Il problema dell&#8217;Italia \u00e8 proprio questo: un debito pubblico troppo elevato, causa di pesanti costi ad ogni aumento dei tassi di interesse, e una crescita anemica con continua perdita di competitivit\u00e0; ovvio che non sia l&#8217;indirizzo preferito dagli investitori che prestano denaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando alle diverse soluzioni, la prima alternativa, invocata da pi\u00f9 voci in varie nazioni, \u00e8 quella della riduzione del debito pubblico tramite un&#8217; imposta patrimoniale straordinaria. Questa, unita al gettito derivante da privatizzazioni e al recupero dell&#8217; evasione fiscale, \u00e8 la manovra ad impatto pi\u00f9 immediato e &#8211; se fatta bene &#8211; ad effetto meno recessivo, presumibilmente trascurabile. \u00c8 di oggi la notizia che la Grecia introdurr\u00e0 una patrimoniale sulle prime case; si tratta a nostro avviso di un errore, in quanto questa comporter\u00e0 un&#8217; ulteriore riduzione dei consumi interni, aggravando ancor di pi\u00f9 la situazione di deficit. Sono infatti di altra natura i patrimoni da tassare. Tralasciando l&#8217; osservazione maliziosa che tale decisione sia stata forse presa per &#8220;impressionare&#8221; i tedeschi chiamati a prestare loro i soldi, l&#8217; aspetto pi\u00f9 importante da sottolineare \u00e8 l&#8217; enorme difficolt\u00e0 dei governi nel superare la resistenza posta dagli elettori, soprattutto da quelli con minor senso civico. Calciatori italiani, boiardi di Stato, ma anche commercianti, avvocati e ristoratori, tutti hanno fatto desistere dall&#8217; intento i politici nei vari paesi, da Italia e Grecia fino all&#8217; America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda soluzione \u00e8 la riduzione della spesa pubblica e l&#8217; aumento delle imposte. L&#8217; ultima (!) manovra appena approvata in Italia, con l&#8217; aumento dell&#8217; IVA al 21%, \u00e8 un esempio di un intervento che va nella direzione sbagliata: non si aggredisce la spesa, per il timore di &#8220;rappresaglie&#8221; dei gruppi clientelari, e si aumenta l&#8217; imposta sui consumi (pi\u00f9 difficile da evadere), con evidente ripercussione su prezzi e domanda aggregata. Questa dottrina calvinista, fatta di lacrime, sofferenze e redenzione a mezzo di tasse e azzeramento dei deficit pubblici, porter\u00e0 &#8211; se adottata in contemporanea da molti paesi &#8211; dritta dritta ad una seconda recessione globale e i libri di storia economica saranno stati scritti nel vento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza via: ulteriore aumento dei debiti sovrani per generare produttivit\u00e0 e crescita e quindi maggiori entrate per lo Stato, utilizzate poi per ridurre il debito totale. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/credit-cards-150x150.jpg\" alt=\"credit cards\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1826\" \/>Era il coniglio nel cilindro degli Americani e dei politici di tutto il mondo:\u00a0 cittadini US che comperavano tutto a credito (case, auto, playstation), posti di lavoro pubblici in Grecia, baby-pensionati italiani, solo per citare alcuni esempi. Quattro anni dalla crisi finanziaria e l&#8217; esplosione del debito pubblico nelle economie avanzate, per salvare banche e posti di lavoro, hanno svelato il trucco: la crescita di consumi e occupazione, a mezzo della droga del debito, \u00e8 effimera se non viene accompagnata da aumento di produttivit\u00e0 e di competitivit\u00e0, unici vettori per un incremento duraturo del benessere. Questa soluzione non \u00e8 pi\u00f9 disponibile alla maggioranza dei governi, limitati dal livello raggiunto dal debito nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime due alternative sopra indicate affrontano solo la tematica dell&#8217; indebitamento, senza risolvere il problema delle economie in declino per via dell&#8217; invecchiamento della popolazione e della perdita di competitivit\u00e0 verso le nazioni emergenti. La Cina, nel frattempo, non si ferma nella crescita e nella voracit\u00e0 di risorse e materie prime. \u00c8 forse quindi controintuitivo, proporre l&#8217; espansione del debito come il miglior percorso per salvare i famosi capra e cavoli. L&#8217; enigma si scioglie considerando che non tutto il debito \u00e8 uguale: se \u00e8 vero che la Grecia si pu\u00f2 finanziare solo a tassi di cui pure gli usurai si vergognerebbero, \u00e8 altrettanto dimostrato che paesi come Germania e USA &#8211; ma non solo &#8211; pagano il denaro a dieci anni meno del due per cento, ovvero meno del tasso di inflazione. Il primo presidente americano di colore e la prima donna cancelliere tedesco potrebbero, sostenuti da una donna francese (a capo del Fondo Monetario Internazionale) e dal premier cinese, proporre ai mercati internazionali un piano ventennale da due trilioni di eurodollari per investimenti in America e in Europa. Tasso di interesse proposto: 2%; investimenti previsti: tutti quelli capaci di generare lavoro duraturo e produttivit\u00e0 superiore al 2% annuo. Dalle infrastrutture alle energie rinnovabili, fino a tutti i progetti necessari a ribilanciare le economie mondiali. Se negli ultimi vent&#8217; anni la Cina ha prodotto beni per i consumatori dell&#8217; Occidente, nei prossimi venti dovremo noi offrire beni e servizi ai nuovi consumatori dell&#8217; Asia. Purtroppo, anche questa via \u00e8 irta di ostacoli e di egoismi locali e l&#8217; avvicinarsi delle elezioni in USA e in Germania sembrano offuscare il pensiero dei leader.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/Weimar-150x150.jpg\" alt=\"Weimar\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1825\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le dimissioni venerd\u00ed scorso di J\u00fcrgen Stark, importante membro tedesco del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, hanno scatenato il panico sui mercati. Il rappresentante della linea teutonico-calvinista della difesa del valore della moneta ha gettato la spugna di fronte al persistere di acquisti di titoli di Stato italiani e spagnoli da parte della BCE. Mantenere bassi i tassi di interesse dell&#8217; Italia, a spese del contribuente tedesco, non va gi\u00f9 ai falchi della scuola Bundesbank, soprattutto in presenza dei soliti teatrini mediterranei. Non volendo credere all&#8217; ipotesi &#8220;nucleare&#8221; della disintegrazione della moneta unica, interpretiamo l&#8217; abbandono da parte di Stark come la probabile stura alla quarta possibile soluzione dei problemi debitori: la monetizzazione del debito e la grande inflazione, come in America negli anni &#8217;80. I periti elettrotecnici parlerebbero del percorso di minor resistenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stata, nuovamente, una settimana calda. 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