{"id":1687,"date":"2014-11-09T12:13:31","date_gmt":"2014-11-09T11:13:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1687"},"modified":"2014-11-21T17:32:42","modified_gmt":"2014-11-21T16:32:42","slug":"il-giorno-dopo-the-day-after","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1687","title":{"rendered":"Il giorno dopo (the Day After)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Draghi-Scha\u0308uble.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Draghi-Scha\u0308uble-150x150.png\" alt=\"Draghi-Scha\u0308uble\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1694\" \/><\/a>La situazione economica del continente europeo, in evidente peggioramento, \u00e8 il vero rischio di disintegrazione monetaria, politica e fors&#8217;anche sociale della UE. Mentre la bicicletta dell&#8217; economia continua a rallentare fino a rischiare di rompere l&#8217; equilibrio dinamico datole dalla velocit\u00e0, per citare una azzeccata metafora di Paul Krugman, i governi &#8211; Italia in primis &#8211; stanno sprecando prezioso tempo. Produzione ed export tedeschi perdono colpi, ma <strong>Berlino<\/strong> \u00e8 solo capace di tirare fuori 10 miliardi di investimenti pubblici per i prossimi tre anni, praticamente un&#8217; elemosina per temperare le crescenti lamentele dal resto del mondo, mentre Angela Merkel si preoccupa di imporre una quota rosa del 30% alle grandi imprese. <strong>Parigi<\/strong> \u00e8 praticamente bloccata dal terrore di prendere decisioni ed attuare riforme che abbiano l&#8217; effetto di soffiare sulle vele spiegate di Marine le Pen  verso l&#8217; Eliseo, quindi se ne strafrega di Brussel e comunica ai partner europei che continuer\u00e0 a sforare il tetto del deficit almeno fino al 2018. <strong>Madrid<\/strong> fa finta di credere alla favola delle riforme virtuose attuate, ma i crudi numeri, con la disoccupazione ferma al 24%, la deflazione e i sondaggi che vedono il nuovo partito di sinistra Podemos al 27%, raccontano una realt\u00e0 diversa.  In <strong>Grecia<\/strong>, 3 cittadini su 5 vivono in povert\u00e0 e quanto a <strong>Roma<\/strong>, la crescita &#8211; unica alternativa alla ristrutturazione del debito e all&#8217; uscita dall&#8217; euro &#8211; non si ottiene certo dalla riforma dell&#8217; articolo 18 o da una legge di <a href=\"http:\/\/phastidio.net\/2014\/10\/16\/stabilmente-treccartari-divorano-il-futuro\/\">stabilit\u00e0<\/a> che non d\u00e0 risposte alla necessit\u00e0 di rilanciare pesantemente investimenti e consumi. Quindi, si governicchia, consapevoli che fintanto che la BCE tiene bassi i tassi sui debiti sovrani, si pu\u00f2 tirare a campare e sperare nella misericordia dei futuri storici, quando scriveranno che la situazione era troppo complicata e nessuno poteva in realt\u00e1 fare alcunch\u00e8 per salvare l&#8217; integrazione europea.<a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Greek-Poverty_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Greek-Poverty_1-150x150.jpg\" alt=\"Greek Poverty_1\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1696\" \/><\/a> Questo tergiversare viene interrotto solo quando necessita agire d&#8217; urgenza per evitare l&#8217; <strong>incidente<\/strong> capace di far crollare l&#8217; intera impalcatura. Si spiegano allora cos\u00ec la formazione di grandi coalizioni (oggi in Germania e &#8211; di fatto &#8211; anche in Italia, presto in Spagna e probabilmente pure in Francia) che blocchino sul nascere la presa del potere da parte dei movimenti nazionalisti o con agende anti-euro ed anti-Europa, e i <strong>salvataggi<\/strong> last-minute di governi e banche, come l&#8217; esempio Grecia di un mese fa comprova. Merkel, Hollande, Renzi e Rajoy sanno anche che &#8211; seppur con motivazioni diverse &#8211; Mario Draghi li salver\u00e0 sul bilico del burrone con un altro <em>whatever it takes<\/em> o similcosa. La versione pi\u00f9 recente \u00e8 il QE (quantitative easing), ovvero l&#8217; acquisto di titoli pubblici e la corrispondente immissione di massa monetaria. \u00c8 una scommessa razionale, quella che stanno facendo i governi europei? Parrebbe di s\u00ec, considerando che i leader e i loro seguaci fanno della politica la loro carriera, al contrario di chi persegue un proprio talento con visione e passione. Consapevoli che senza il controllo della leva monetaria e senza una solida maggioranza parlamentare ben poco si pu\u00f2 fare, i governanti preferiscono non prendere il rischio di denunciare la nudit\u00e0 del re euro e della regina Europa &#8211; chi ci ha provato \u00e8 stato immediatamente defenestrato &#8211; e sperano che prima o poi riparta l&#8217; economia (&#8220;aspettando il Godot della domanda globale&#8221; &#8211; <a href=\"http:\/\/www.ft.com\/intl\/cms\/s\/0\/1a9f058e-4d43-11e4-bf60-00144feab7de.html?siteedition=intl#axzz3IWaTxEJe\">Martin Wolf<\/a> ) e che la BCE tiri fuori le castagne dal fuoco in caso d&#8217;emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Japan-Big-Bazooka.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Japan-Big-Bazooka-150x150.png\" alt=\"Japan Big Bazooka\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1698\" \/><\/a>Ma occorre porre una seconda domanda: e se si sbagliassero? Cosa accadrebbe, se la situazione economica continuasse a peggiorare e il bazooka di Draghi non funzionasse come sperato? Cominciamo da quest&#8217; ultimo punto. Al di l\u00e0 del solito teatrino delle parti tra il Presidente della BCE e quello della Bundesbank, questa settimana il Direttorio della Banca Centrale Europea ha annunciato la decisione di essere pronta &#8211; qualora gli indicatori economici peggiorassero &#8211; ad aumentare il proprio bilancio di <strong>1.000 miliardi<\/strong> tramite l&#8217; acquisto di titoli, soprattutto di debito pubblico.  Pi\u00f9 di un esperto dubita sull&#8217; efficiacia di tale manovra, pure tardiva, nel rilanciare il credito a imprese e consumatori per far ripartire investimenti e domanda aggregata.  I circuiti finanziari europei sono infatti assai differenti da quelli americani e non sono cos\u00ec diffusi nel Vecchio Continente i principali strumenti americani per risollevare i consumi tramite debito: rifinanziamento delle case, prestiti per l&#8217; acquisto di auto e per gli acquisti a rate, prestiti agli studenti. Anche la speranza che il QE contribuisca al rilancio dell&#8217; economia tramite un forte <strong>deprezzamento dell&#8217; euro<\/strong> \u00e8, a nostro avviso, malriposta. In Giappone non funziona: nonostante una svalutazione dello yen del 40% in due anni nei confronti del dollaro, investimenti, consumi e bilancia commerciale non decollano e la banca centrale si trova ora costretta ad aumentare la gittata del <strong>bazooka<\/strong>, stampando ancora pi\u00f9 moneta. Non servir\u00e0 a molto e questo per gli stessi motivi che dovrebbero rendere pi\u00f9 prudenti i fautori di un ritorno alla lira del Belpaese per il rilancio dell&#8217; economia tramite le esportazioni: 1) le catene del valore sono oramai disseminate in diversi paesi e quindi una svalutazione del cambio non comporta pi\u00f9 automaticamente un vantaggio di costo\/prezzo  verso i concorrenti esteri; 2) in mancanza di locomotive nel resto del mondo, esportare di pi\u00f9 diventa arduo, anche abbassando i prezzi e comunque governi e imprese estere ad un certo punto reagiscono manovrando a loro volta il cambio e abbassando i prezzi &#8211; le tendenze deflattive diventano allora globali. In sintesi, una politica monetaria espansiva non pu\u00f2 da sola risolvere le <strong>malattie croniche<\/strong> di molte economie avanzate: crescenti squilibri d&#8217;et\u00e0 nelle popolazioni, eccesso di risparmi non trasformati in investimenti, trappola della liquidit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torniamo quindi alla prima parte del quesito: cosa accadr\u00e0, se l&#8217; economia dovesse continuare a peggiorare? Innanzitutto, la probabilit\u00e0 che ci\u00f2 avvenga \u00e8 data in aumento da quegli economisti che intravedono nella crisi attuale le crepe fondamentali dei sistemi economici di natura capitalista, pi\u00f9 volte illustrate e commentate in questo blog. <a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/helicopter-drop.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/helicopter-drop-150x150.png\" alt=\"helicopter drop\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1700\" \/><\/a>La sintesi \u00e8 la previsione di una &#8220;<strong>stagnazione senza fine<\/strong>&#8221; (<a href=\"http:\/\/krugman.blogs.nytimes.com\/2014\/04\/09\/stagnation-without-end-amen-wonkish\/?_php=true&#038;_type=blogs&#038;_r=0\">Krugman<\/a>), aggravata da un trend apparentemente irreversibile e di portata immane sul modello organizzativo della societ\u00e0 umana: la riduzione delle opportunit\u00e0 di lavoro, sostituito da robot e software. Dopo Bill Gates, anche il co-fondatore di google <strong>Larry Page<\/strong> lancia l&#8217; allarme e annuncia la <a href=\"http:\/\/www.ft.com\/intl\/cms\/s\/2\/3173f19e-5fbc-11e4-8c27-00144feabdc0.html#axzz3Hp6owuFj\">disoccupazione perenne<\/a>. Al continuo rallentare della bicicletta, i governi possono opporre una crescente tassazione e redistribuzione della ricchezza, ma questo \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile in un mondo ad alta mobilit\u00e0 di persone e capitali e pervaso da proposte di arbitraggio fiscale  &#8211; Luxleak docet. Nemmeno i partiti di sinistra ci provano pi\u00f9 e preferiscono adeguarsi alla chimera delle politiche dell&#8217; offerta (supply side), disastrose quando il vero problema \u00e8 l&#8217; insufficienza di domanda aggregata. Oppure possono far stampare soldi alla BCE e distribuirli in modo intelligente, per un piano Marshall da canalizzare su investimenti strategici (energie rinnovabili, digitalizzazione, ecc.) e ad alto tasso di riassorbimento dell&#8217; occupazione. A mali estremi, i governi possono distribuire i soldi freschi di stampa direttamente a cittadini e imprese, il famoso &#8220;<strong>helicopter drop<\/strong>&#8220;. Su quest&#8217; ultimo fronte vanno segnalate le recenti autorevoli prese di posizione, da Foreign Affairs, vicina a Washigton, (&#8220;<a href=\"http:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/141847\/mark-blyth-and-eric-lonergan\/print-less-but-transfer-more\">Print<\/a> less but transfer more&#8221;)   agli economisti di <a href=\"http:\/\/www.project-syndicate.org\/commentary\/helicopter-drops-eurozone-deflation-by-john-muellbauer-2014-11\">Oxford<\/a>. Entrambe le soluzioni (piano Marhsall, helicopter drop), richiedono un gioco cooperativo tra paesi europei e un preciso mandato alla BCE, ma questo pare ad oggi non fattibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/eurolira.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/eurolira-150x150.png\" alt=\"eurolira\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1703\" srcset=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/eurolira-150x150.png 150w, https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/eurolira-300x300.png 300w, https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/eurolira.png 364w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Esisterebbe una soluzione ideale &#8211; un uovo di Colombo &#8211;  per l&#8217; italia, che abbiamo ipotizzato gi\u00e0 18 mesi fa: l&#8217; introduzione di una moneta parallela, l&#8217; &#8220;<a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?page_id=1232\">Eurolira<\/a>&#8220;, per rilanciare la domanda interna e creare occupazione.  \u00c8 di queste ultime settimane il &#8220;<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/oltre-leuro-dentro-leuro-una-nuova-moneta-fiscale-per-vincere-la-crisi\/\">Manifesto per i Certificati di Credito Fiscale<\/a>&#8221; (CCF), ovvero la proposta di una moneta statale parallela a circolazione interna, lanciata da Marco Cattaneo e ora promossa dall&#8217; associazione Sylos Labini e introdotta nel circuito mediatico da Micromega. Il concetto \u00e8 uguale a quello dell&#8217; Eurolira, con due importanti differenze: i vantaggi della pura circolazione elettronica dell&#8217; Eurolira (eliminazione di evasione fiscale e sommerso) ed il meccanismo da noi proposto per la distribuzione della nuova moneta. Infatti, dare soldi a cittadini e imprese rischia di far crescere l&#8217; economia come nella provocazione keynesiana dei posti di lavoro creati per scavare e poi riempire le buche. Nell&#8217; immediato sale il PIL, ma si tratta di una crescita effimera che poi si sgonfia. L&#8217; unica solida alternativa \u00e8 la distribuzione della nuova moneta per <strong>investimenti<\/strong> di natura strategica (per ammodernare il paese), con rendimenti duraturi (cos\u00ec si autoripagano) e con alto tasso di riassorbimento della disoccupazione. Ci piace comunque la proposta di dare magari una somma una tantum a disoccupati e pensionati, cos\u00ec come intelligente \u00e8 l&#8217;idea di proporre la nuova moneta nella forma di buoni di sconto fiscale, per aggirare l&#8217; esclusiva della BCE nell&#8217; emissione di moneta per l&#8217; Eurozona. Benvengano quindi i CCF, magari migliorati con alcune delle caratteristiche suggerite per l&#8217; Eurolira. Sapr\u00e0 e vorr\u00e0 Renzi cogliere la palla al balzo? Lo si vedr\u00e0. Voci di corridoio raccontano che il progetto fosse gi\u00e0 sul tavolo degli esperti nel governo Letta e che Corrado Passera pensasse ai CCF quando parlava della necessit\u00e0 di rilanciare l&#8217; economia italiana con almeno 200 miliardi di euro. Nessuno \u00e8 mai uscito allo scoperto, vedremo se il Rottamatore avr\u00e0 il coraggio e la visione per farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora nemmeno questa iniziativa autonoma e innovativa venisse intrapresa e la disoccupazione continuasse a salire, si arriver\u00e0 prima o poi ad un punto di rottura e qualcuno chiamer\u00e0 il <strong>bluff<\/strong> dell&#8217; Eurozona.  L&#8217; Italia, se non ci sar\u00e0 una nuova Bretton Woods coordinata, avr\u00e0 allora solo due alternative: la ristrutturazione del debito o l&#8217; abbandono della moneta unica. Potrebbe anche uscire la Germania dall&#8217; euro, ma non far\u00e0 grande differenza. <a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Thedayafter.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Thedayafter-150x150.jpg\" alt=\"Thedayafter\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1702\" \/><\/a>Il <strong>giorno dopo<\/strong>, come nel film The Day After del 1983, ci ritroveremo a guardarci gli uni con gli altri come dopo l&#8217; incidente nucleare, felici di essere sopravvissuti ma anche tristi perch\u00e8 avremo raso al suolo molti dei nostri sogni e delle nostre costruzioni. Si ripartir\u00e0, non vi \u00e8 dubbio, ma sorge spontaneo il timore su come ricostruire un paese i cui vizi non saranno cambiati per nulla, in un&#8217; Italia ancora gestita dalle stesse persone che l&#8217; hanno condotta al declino negli ultimi venti anni.<\/p>\n<blockquote><p>\nThe crisis takes a much longer time coming than you think, and then it happens much faster than you would have thought.<\/p><\/blockquote>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.pbs.org\/wgbh\/pages\/frontline\/shows\/mexico\/interviews\/dornbusch.html\">The Dornbush Law<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione economica del continente europeo, in evidente peggioramento, \u00e8 il vero rischio di disintegrazione monetaria, politica e fors&#8217;anche sociale &hellip;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1687\">Continue reading &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10,7],"tags":[],"class_list":["post-1687","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-europa","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1687","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1687"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1687\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1719,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1687\/revisions\/1719"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}