{"id":1650,"date":"2014-09-14T21:34:29","date_gmt":"2014-09-14T19:34:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1650"},"modified":"2014-09-18T10:13:55","modified_gmt":"2014-09-18T08:13:55","slug":"cikalen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1650","title":{"rendered":"Cikalen"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/cicala_canta.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1651\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/cicala_canta-150x150.png\" alt=\"cicala_canta\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Quale \u00e8 il paese europeo con un elevato rapporto debito\/PIL, una crisi demografica imminente, una politica energetica disastrosa, un sistema bancario insolvente, quasi venti milioni di cittadini in condizioni economiche precarie e pieno zeppo di crediti inesigibili, che tra meno di vent&#8217;anni sar\u00e0 il <strong>malato grave d&#8217; Europa<\/strong>? Sbagliato, non \u00e8 l&#8217; Italia, bens\u00ec la Germania. Nel mentre il nostro Presidente del Consiglio, amante del gelato, si fa randellare dalla BCE e da Eurocrati dai nomi impronunciabili, \u00e8 forse utile ristabilire un p\u00f2 di equilibrio nelle feroci negoziazioni in corso, tramite l&#8217; analisi di inconfutabili evidenze numeriche. Con ci\u00f2, nulla vogliamo togliere alla necessaria reprimenda dei difetti e delle inconcludenze italiche, ma &#8211; parafrasando il famoso poeta inglese &#8211; vi \u00e8 del marcio anche in quel di Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In linea con il trend globale di tutte le economie avanzate, anche la Germania ha visto il <strong>rapporto debito pubblico-PIL<\/strong> esplodere dal dopoguerra ad oggi, con una percentuale che cresce dal 18% del 1950 a quasi l&#8217; 82% nel 2012 (fonte dati: FMI)<a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Germany-DebtGDP-1950-2012.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1652\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Germany-DebtGDP-1950-2012-150x150.png\" alt=\"Germany Debt:GDP 1950-2012\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>. I tedeschi non si sottraggono alle regole del gioco del capitalismo impostate dagli americani agli inizi degli anni settanta, con la creazione di un sistema globale di <em>fiat money<\/em> e la crescita del debito per spingere l&#8217; economia nonostante l&#8217; accelerazione delle asimmetrie nella distribuzione della ricchezza: il rapporto debito-PIL della Germania \u00e8 ancora al 18% nel 1973, per passare al 24% due anni dopo e al 40% solo dopo ulteriori dieci anni. Da Willi Brandt in poi, tutti i cancellieri tedeschi spendono di pi\u00f9 di quanto lo Stato incameri, con buona pace dell&#8217; <strong>autodaf\u00e8<\/strong> con cui gli intellettuali proclamavano la condanna della matrice neoliberale del capitalismo americano e la superiorit\u00e0 della terza via &#8220;sociale&#8221; dell&#8217; economia di mercato (<em>soziale Marktwirschaft<\/em>) germanica. <a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/True-Public-Debt-italjani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1654\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/True-Public-Debt-italjani-150x150.jpg\" alt=\"True Public Debt - italjani\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>La realt\u00e0 del debito \u00e8 ancora pi\u00f9 preoccupante per Berlino, se ai debiti espliciti (l&#8217; 80% sul PIL) si aggiungono anche quelli impliciti, o nascosti, che scaturiscono dagli impegni di spesa futuri ma gi\u00e0 oggi vincolanti per il governo. Con un debito totale vicino al 200% del PIL, la Germania si trasforma cos\u00ec in una cicala ben pi\u00f9 debosciata di quella italiana, che &#8211; ferma al 160% &#8211; ha il solo merito di non aver nascosto cos\u00ec bene le promesse dei suoi politici. I numeri illustrati nel grafico da noi appositamente preparato derivano da un documento &#8211; gi\u00e0 menzionato in un precedente articolo &#8211; elaborato da un rinomato istituto di ricerca tedesco e risalgono a quattro anni fa per la <strong>componente implicita del debito<\/strong>. Secondo l&#8217; Ifo di Monaco, presieduto dal professore Hans-Werner Sinn &#8211; temutissimo e verbalmente affilato come un rasoio &#8211; il debito complessivo tedesco ammontava invece a fine 2011 al <strong>287%<\/strong>, con la componente implicita pari al 205% e cos\u00ec suddivisa: debito per impegni pensionistici, 85%; debito per impegni di assicurazione sanitaria, 82%, debito per impegni di assicurazione per l&#8217; assistenza ai malati cronici, 38%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa montagna di debito pubblico sarebbe gestibile in presenza di una popolazione giovane e con alti tassi di natalit\u00e0, esattamente il contrario della <strong>bomba demografica<\/strong> che in meno di vent&#8217;anni esploder\u00e0 tra Amburgo e Stoccarda. <a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Germany-age-structure-2012.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1655\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Germany-age-structure-2012-150x150.png\" alt=\"Germany - age structure 2012\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>La piramide demografica tedesca \u00e8 molto meno bilanciata rispetto. per esempio, a quella della vicina Francia, e la Germania ha il <strong>record mondiale\u00a0 negativo delle <a href=\"http:\/\/data.worldbank.org\/indicator\/SP.DYN.CBRT.IN\/countries\/1W?order=wbapi_data_value_2010%20wbapi_data_value%20wbapi_data_value-last&amp;sort=desc&amp;display=default\">nascite<\/a><\/strong> e risulta agli ultimi posti per tasso di fertilit\u00e1 tra i paesi OCSE. Non pare un caso, che un siffatto deterioramento del patto intergenerazionale avvenga nel paese inventore della pillola anticoncezionale, anche se diversi e molteplici fattori sono sicuramente in gioco. La conseguenza \u00e8 una catastrofe annunciata: gli anziani cittadini tedeschi dovranno rinunciare a buona parte delle loro pensioni e delle cure sanitarie gratuite, oppure la Germania si trover\u00e1 costretta ad aumentare considerevolmente l&#8217; imposizione fiscale su redditi e patrimoni &#8211; sentiamo gi\u00e0 in sottofondo la <em>Schadenfreude<\/em> latina al motto di &#8220;chi di austerit\u00e0 ferisce&#8230;&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Debito-Stati-banche-UE.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1656\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Debito-Stati-banche-UE-150x150.png\" alt=\"Debito Stati-banche UE\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Come se ci\u00f2 non bastasse, sorprender\u00e0 forse alcuni lettori apprendere dai numeri che il <strong>debito degli istituti finanziari<\/strong> alemanni \u00e8 enorme ed il pi\u00f9 alto (la Francia segue a breve distanza) in Europa. In un mondo dove gli Stati sono obbligati a salvare le banche e queste, a loro volta, debbono comprare i titoli di debito sovrano per aiutare i governi, \u00e8 utile considerare l&#8217; indebitamento complessivo Stato-banche, moderno giano bifronte finanziario. Con quasi <strong>10 mila miliardi<\/strong> di euro, la solvibilit\u00e0 dell&#8217; economia tedesca non pare di natura granitica e sicuramente non giustifica un tasso sotto il 2% del Bund decennale. \u00c8 vero che il livello di leverage medio delle principali banche europee \u00e8 alle stelle, ma la Germania &#8211; anche in questo caso &#8211; ha il primato negativo e rappresenta la vera mina vagante all&#8217; interno del sistema. Vogliamo qui ricordare che il pi\u00f9 grande hedge fund in Europa si chiama <strong>Deutsche Bank<\/strong>? Chi sa leggere gli astrusi bilanci degli istituti finanziari, si vada a guardare le posizioni <em>off-balance sheet <\/em>nei derivati della pi\u00f9 grande banca privata tedesca. Per far fronte ai debiti, la Germania pu\u00f2 aumentare le entrate fiscali, con effetto redistributivo tra i cittadini (lo abbiamo evidenziato sopra) e pu\u00f2 incassare i crediti. Con quasi 1.000 miliardi a credito, la <strong>posizione netta verso l&#8217; estero<\/strong> &#8211; creata grazie ai crescenti surplus commerciali dopo l&#8217; introduzione della moneta unica &#8211; rappresenta la posta di bilancio a maggiore rischio. Di questi, quasi la met\u00e0 (\u20ac 492 miliardi) sono stati trasformati grazie alla BCE in saldi verso il sistema di clearing <strong>Target-2<\/strong>; \u00e8 questa la &#8220;trappola&#8221;, che sempre Hans-Werner Sinn ha evidenziato per primo. <a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Haftungspegel_20140909_de.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1657\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Haftungspegel_20140909_de-150x150.png\" alt=\"Haftungspegel_20140909_de\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Il sistema bancario tedesco ha crediti per 500 miliardi verso la Bundesbank, che a sua volta \u00e8 creditrice per pari somma nei confronti della Banca Centrale Europea. A tali crediti (senza scadenza e non immediatamente esigibili&#8230;) corrispondono altrettanti debiti dei paesi dell&#8217; Eurozona (tramite le rispettive banche centrali), <strong>Spagna<\/strong> in primis. Questo spiega tutto, dai frequenti incontri e premure di Angela Merkel nei confronti di Mariano Rajoy, al salvataggio da EUR 100 miliardi delle banche spagnole, fino alla comprensione da parte di Berlino che di fatto esistono gi\u00e0 gli <strong>eurobonds<\/strong> e che l&#8217; austerit\u00e0 \u00e8 l&#8217; unico meccanismo per sperare di poter, nel tempo, recuperare parte dei soldi dall&#8217; estero. L&#8217; Ifo <a href=\"http:\/\/www.cesifo-group.de\/de\/ifoHome\/policy\/Haftungspegel.html\">pubblica<\/a> regolarmente un grafico che evidenzia i soldi dei tedeschi a rischio, tra saldi Target-2 fino ai vari fondi di salvataggio europei gi\u00e0 approvati, in caso di bancarotta dei paesi PIIGS: si tratta di <strong>517 miliardi a fine giugno 2014<\/strong> e tale somma non tiene conto dei crediti-spazzatura, non trasformati in saldi Target, di cui sono pieni zeppi i bilanci delle banche tedesche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tralasciamo, per non infierire, l&#8217; analisi della <strong>disastrosa politica energetica<\/strong> decisa dal governo Merkel per spostare il paese verso le rinnovabili e l&#8217; abbandono totale del nucleare (<em>Energiewende<\/em>). I numeri &#8211; ce ne occuperemo a breve in un prossimo articolo &#8211; raccontano di un&#8217; altra grande <strong>illusione<\/strong> teutonica, che finir\u00e0 in catastrofe se non vi saranno radicali ripensamenti. Un p\u00f2 come l&#8217; illusione dell&#8217; euro, moneta unica pensata per la pace ma dalle regole rigide che mettono poi i creditori in guerra con i debitori. \u00c8 augurabile che prima del prossimo incontro a Brussel, qualcuno spieghi ai nostri governanti la difficile situazione delle cicale tedesche.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">E le cicale<br \/>\nci cale cicale ci cale<br \/>\ne la formica<br \/>\ninvece non ci cale mica\u00a0 ( &#8220;Cicale&#8221;, Heather Parisi )<\/p><\/blockquote>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quale \u00e8 il paese europeo con un elevato rapporto debito\/PIL, una crisi demografica imminente, una politica energetica disastrosa, un sistema &hellip;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1650\">Continue reading &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,4,5],"tags":[],"class_list":["post-1650","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-banche","category-economia","category-germania"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1650","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1650"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1650\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1660,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1650\/revisions\/1660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}