{"id":1533,"date":"2014-01-20T09:00:15","date_gmt":"2014-01-20T08:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1533"},"modified":"2014-01-24T10:16:14","modified_gmt":"2014-01-24T09:16:14","slug":"lotta-di-classe-reloaded","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1533","title":{"rendered":"Lotta di classe (reloaded)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/bobrock.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1534\" alt=\"bobrock\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/bobrock-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Per la generazione a cui appartiene il sottoscritto, la memoria del conflitto di classe si riduce a quella raccontata con formidabile ironia nei fumetti di Alan Ford, nella\u00a0 indimenticabile scena del personaggio irascibile e in realt\u00e0 melanconico di <strong>Bob Rock<\/strong>, a cui vengono tirate scorze di anguria quando si affaccia sulla spiaggia dei ricchi, separata da un muro dalla spiaggia dei poveri dove lui si trova. Registriamo in questi ultimi anni diversi concreti segnali prodromi di un prossimo ritorno della lotta, anzi delle lotte, tra classi, come solo i nostri padri e nonni hanno sperimentato in prima persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel post precedente raccontavamo dell&#8217; incombente escalazione del conflitto tra i lavoratori con skills di basso livello (ma anche il cosiddetto middle management), che verranno sempre pi\u00f9 sostituiti da <strong>robot e software<\/strong>, e le persone con competenze creative e tecniche sofisticate, che vedranno invece aumentare il loro potere economico. \u00a0L&#8217; ultima copertina dell&#8217; <i>Economist<\/i> <i>\u00a0<\/i>dipinge tale scenario come un tornado che sta per abbattersi su centinaia di milioni di posti di lavoro, citando dei ricercatori di Oxford che prevedono il 47% dei posti di lavoro distrutti per mezzo delle macchine nei prossimi vent&#8217;anni, mentre i maghi della finanza di <a href=\"http:\/\/ftalphaville.ft.com\/2014\/01\/16\/1743962\/squish-puny-humans-investment-theme-du-jour\/\">Bank of America<\/a> si posizionano &#8220;long&#8221; sui robots e &#8220;short&#8221; sugli esseri umani, forse anche dopo aver letto di una nuova tecnologia in fase di test in America che consente la produzione velocissima di hamburger per i McDonald&#8217;s\u00a0 e di un prototipo per la <a href=\"http:\/\/www.contourcrafting.org\/\">stampa 3D <\/a>di vere e proprie case. Non sorprendiamoci quindi se prossimamente i dipendenti di BigMac saranno gentilissimi alla cassa e gli operai che ci costruiscono la casa lasceranno nell&#8217; anticamera mezza finita un mazzo di fiori per le nostre signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lotta di classe storica, quella tra <strong>capitale e lavoro<\/strong>, \u00e8 tornata a farsi sentire in modo prepotente: le 85 persone pi\u00f9 ricche del pianeta detengono $ 1,7 trilioni di patrimonio, tanto quanto met\u00e0 della popolazione mondiale (3,5 miliardi di persone) insieme; nel 2012 i profitti delle imprese americane hanno raggiunto il 12,4% del PIL, la percentuale pi\u00f9 alta dal dopoguerra, mentre il valore relativo di salari e stipendi \u00e8 in calo dal 1970 &#8211; trend uguale per tutte le economie avanzate.<a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wages-and-productivity.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1535\" alt=\"wages and productivity\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wages-and-productivity-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a> La causa di questo fenomeno va ricercata nell&#8217; aumentato divario (v. grafico) tra crescita della produttivit\u00e0 e crescita di salari e stipendi, sempre a partire dal 1970. A nostro avviso, vi \u00e8 una concomitanza di fattori che spiegano tale divergenza, a partire dalla dichiarazione di inconvertibilit\u00e0 del dollaro in oro nel 1971 ed il conseguente inizio del sistema globale di <strong>fiat money<\/strong> (moneta creata dal nulla dalle banche centrali), alla nascita e dominanza del pensiero unico neoliberale, lo sviluppo tecnologico e l&#8217; arrivo sul mercato di un miliardo di nuovi lavoratori &#8220;low cost&#8221;, fino alla globalizzazione incontrollata della finanza in congiunzione con il modello di crescita gonfiata da bolle creditizie. Tutti aspetti di un unico filo rosso storico, pi\u00f9 volte elaborati in questo blog. Non si tratta di sindrome da complotto pluto-giudaico-massonico, bens\u00ec di una specifica evoluzione storico-economica che ai miei figli spiego anche con l&#8217; esempio del gioco del Monopoly e la irresistibile tentazione di chi si trova nella posizione di gestire il banco. A parole, si comincia ora a porre la questione dell&#8217; inequalit\u00e0 nelle <a href=\"http:\/\/www.ft.com\/intl\/cms\/s\/0\/b3462520-805b-11e3-853f-00144feab7de.html#axzz2qrxxg0c3\">agende<\/a> internazionali (FMI, <a href=\"http:\/\/www.latimes.com\/business\/money\/la-fi-mo-world-economic-forum-income-inequality-20140117,0,5617460.story#axzz2qsMd5485\">WEF<\/a>), rester\u00e0 da vedere cosa intraprenderanno i governi, stretti nella morsa tra lobby e corporazioni interessate al mantenimento dello status quo ed un numero crescente di persone povere, disoccupate o semplicemente impaurite e con aspettative negative per il futuro proprio e dei figli. Sentiremo sempre pi\u00f9 parlare di aumenti delle aliquote impositive (prima di Regan, l&#8217; aliquota marginale per le persone fisiche era tra il 70% e l&#8217; 80%), di patrimoniale, compresa quella sulle <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/reddito-patrimonio\">eredit\u00e0<\/a>, di principio di cittadinanza (come gi\u00e0 in USA) per tassare i capitali altrimenti altamente mobili e di &#8220;lotta&#8221; tra banchieri e autorit\u00e0 per la regolamentazione della finanza. Nel frattempo, il primo ministro giapponese Shinz\u014d Abe ha dovuto prendere atto che la svalutazione della moneta non basta per rimettere in moto la complessa (per via delle dislocazioni produttive) macchina industriale del paese ed ha quindi iniziato l&#8217; anno nuovo annunciando una &#8220;<a href=\"http:\/\/www.project-syndicate.org\/commentary\/shinzo-abe-unveils-a-concerted-effort-to-raise-japanese-workers--pay-\">grande sorpresa<\/a>&#8221; su salari<a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/shinzo-abe.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1550\" alt=\"shinzo abe\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/shinzo-abe-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a> e stipendi, che dovranno crescere robustamente per ristabilire un &#8220;sano rapporto con i profitti d&#8217; impresa&#8221; e permettere cos\u00ec la ripresa dei consumi e la fine della deflazione. Parole sorperendenti per un capo di governo non proprio intimo di Fidel Castro, ma tant&#8217;\u00e8, i politici fanno di necessit\u00e0 virt\u00f9 (Abe sperava, come qualche ingenuo professore nostrano, che fosse sufficiente fare il solito giochino della svalutazione competitiva &#8211; torneremo su questo punto in un prossimo articolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel capitalismo basato sul debito, si pu\u00f2 leggere la lotta appena menzionata anche come battaglia tra<strong> creditori e debitori,<\/strong> i primi come detentori di buona parte della loro ricchezza in forma di titoli di debito che privati e settore pubblico sono (teoricamente) obbligati a ripagare per il credito ricevuto, credito che spesso \u00e8 servito per tenere a galla l&#8217; intero sistema (debito per consumi, subprimes per comprare casa, debiti degli stati per mantenere la pace sociale tramite la redistribuzione welfare e per salvare le banche). Un recentissimo documento preparato per il Fondo Monetario Internazionale conclude che il livello totale dei debiti pubblici accumulati ad oggi \u00e8 il pi\u00f9 alto degli ultimi <a href=\"http:\/\/www.moneynews.com\/Economy\/IMF-debt-Rogoff-Reinhart\/2014\/01\/03\/id\/545071\">200 anni<\/a> e che i governi saranno giocoforza costretti a fare default e\/o tassare la ricchezza ed il risparmio in maniera drastica, per esempio tramite prelievo forzoso sui conti correnti. Sempre il FMI ha calcolato alcuni mesi fa che bisognerebbe tassare i patrimoni in media del <strong>10<\/strong>% per sistemare i conti e consentire al gioco del capitalismo di ripartire ed emblematica \u00e8 la discussione che sta avvendendo su come gestire in modo non caotico il <a href=\"http:\/\/www.ft.com\/intl\/cms\/s\/0\/19a993fc-7ec1-11e3-8642-00144feabdc0.html#axzz2qg2XKI5h\">fallimento<\/a> degli stati sovrani. Il <a title=\"Il Pacioli-moment\" href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=877\">Pacioli-moment<\/a> da noi ipotizzato, ovvero il momento dell&#8217; inevitabile riconoscimento che i debiti non potranno venir ripagati integralmente, arriver\u00e1 probabilmente prima di quanto molti pensino &#8211; cos\u00ec scrivono anche Goldman Sachs, rispettati think-tanks e Boston Consulting Group.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/evoluzione-debito-pubblico-italiano.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1537\" alt=\"evoluzione debito pubblico italiano\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/evoluzione-debito-pubblico-italiano-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>In <strong>Italia<\/strong> vi \u00e8 un caso particolare di questa situazione di squilibrio tra creditori e debitori, rappresentato dal 65% del debito pubblico detenuto da concittadini. Troviamo insolito che sempre pi\u00f9 parti si mettano a parlare di uscita dall&#8217; euro come unica soluzione a tutti i mali italici, senza considerare invece un&#8217; alternativa pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 efficace e molto meno rischiosa. Il debito pubblico pu\u00f2 essere infatti visto come la preferenza dei cittadini, in un dato momento storico, nel rinviare il pagamento di imposte e tasse, proprio quello che \u00e8 accaduto nel Belpaese (ben spiegato <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/debito-pubblico-italiano-colpa\">qui<\/a>). La soluzione per generare sufficienti risorse per far ripartire l&#8217; economia italiana, senza nemmeno dover fare default sul debito, \u00e8 la seguente: per due anni lo Stato Italiano non pagher\u00e0 gli interessi ai detentori italiani di BOT e BTP. Sono almeno 100 miliardi di euro, pi\u00f9 che sufficienti se ben allocati e distribuiti (in realt\u00e0 \u00e8 questo il vero problema&#8230;), anche tenendo conto (sono al massimo 30 miliardi) di una probabile necessit\u00e0 di ricapitalizzazione almeno parzialmente pubblica delle banche che detengono circa \u20ac 400 miliardi di titoli nei loro bilanci. Se per due anni non si ricevono interessi, non muore nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217; ultima lotta di classe che vogliamo accennare \u00e8 in realt\u00e0 una <strong>lotta generazionale<\/strong>, tra padri (anziani) e figli (giovani). \u00a0Gli italiani con vitalizi, pensioni d&#8217; oro e tutti quelli che hanno versato meno contributi di ci\u00f2 che ora percepiscono, ma anche i dipendenti pubblici in pensione che hanno causato un buco da \u20ac 12 miliardi all&#8217; INPS nel 2012.\u00a0 Non \u00e8 molto diverso in Germania, con il debito pensionistico &#8211; una volta tenuto conto anche delle obbligazioni future &#8211; in rapporto al PIL addirittura pi\u00f9 alto di quello nostrano e con l&#8217; attuale grande coalizione guidata dalla Merkel che ha promesso generosi aumenti (compresa la pensione per le mamme) e l&#8217; abbassamento a 63 anni dell&#8217; et\u00e0 pensionabile. La lotta sar\u00e0 con figli e nipoti\u00a0 e con l&#8217; imponente numero di immigrati che dovranno venir invitati con il tappeto rosso (altro che tendoni a Lampedusa) per evitare che altrimenti crollino i sistemi pensionistici e sanitari europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tante battaglie ci aspettano, forse sarebbe il caso di ripubblicare gli Alan Ford.<\/p>\n<blockquote><p>Vivere \u00e8 un&#8217;arte che assomiglia pi\u00f9 alla lotta che alla danza, perch\u00e9 bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Marco Aurelio<\/strong>, <em>Pensieri<\/em>, 166\/79<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la generazione a cui appartiene il sottoscritto, la memoria del conflitto di classe si riduce a quella raccontata con &hellip;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1533\">Continue reading &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,7],"tags":[],"class_list":["post-1533","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1533"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1533\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1556,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1533\/revisions\/1556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}