{"id":1387,"date":"2013-09-15T23:19:47","date_gmt":"2013-09-15T21:19:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1387"},"modified":"2013-09-19T23:25:05","modified_gmt":"2013-09-19T21:25:05","slug":"se-questa-e-l-europa-europa-kaputt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1387","title":{"rendered":"Europa kaputt"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Barroso.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1388\" alt=\"Barroso\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Barroso-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non voltate le spalle all&#8217; Europa, titola il Sole24ore per riassumere il <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2013-09-13\/voltate-spalle-europa-063927.shtml?uuid=AbZp6EWI&amp;fromSearch\">discorso<\/a> del Presidente Barroso sullo Stato dell&#8217;Unione 2013. &#8220;La cosa pi\u00f9 importante in questo momento \u00e8 favorire la crescita in modo da scongiurare il rischio di una ripresa senza occupazione. \u00c8 per questo che dobbiamo rimuovere gli ostacoli che frenano il dinamismo dei cittadini e delle imprese, in modo da sfruttare appieno le potenzialit\u00e0 del mercato unico&#8230; Per questo stiamo spingendo per realizzare un mercato unico delle telecomunicazioni (&#8230;) Investiremo di pi\u00f9 nell&#8217;innovazione e nella scienza e punteremo sulle competenze, l&#8217;istruzione e la formazione per sostenere i talenti (&#8230;) apriremo nuove opportunit\u00e0 commerciali, promuoveremo le nostre priorit\u00e0 in materia di cambiamento climatico&#8230; &#8220;. \u00a0Chiacchiere, niente altro che chiacchiere.\u00a0 Agli <em>eurocrati<\/em> e a tutti coloro che paiono vivere in una Europa diversa, non quella con 26 milioni di disoccupati,\u00a0 &#8220;imprese appese ad un filo&#8221; (Squinzi), banche con voragini &#8211; spesso fraudolente &#8211; nei bilanci e che non danno credito, debiti pubblici ancora su una traiettoria fuori controllo, ci pensa un articolo del <a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/finance\/comment\/ambroseevans_pritchard\/10287488\/Triple-shocks-threaten-Europes-sickly-and-deformed-recovery.html\">Telegraph<\/a> a fare una fotografia impietosa sul vero stato dell&#8217; Unione, compresi i rischi derivanti ora anche dall&#8217; aumento dei tassi di interesse in America, la svalutazione delle divise dei paesi emergenti ed il prezzo del petrolio gi\u00e0 salito di $ 15 da giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217; Europa dei prossimi 5 anni si preannuncia inadeguata a risolvere la crisi\u00a0 tanto quanto quella precedente e fortissimo \u00e8 ora il rischio di accadimenti che potrebbero portare alla disintegrazione dell&#8217; euro e al crollo di colonne portanti della casa comune, cos\u00ec faticosamente costruita nel continente in cui viviamo. Un fattore di rischio importante deriva dalla situazione italiana, che &#8211; al di l\u00e0 della solita instabilit\u00e0 politica, il cui danno maggiore deriva per\u00f2 dalla conseguente paralisi decisionale &#8211; quest&#8217; anno vedr\u00e0 di nuovo una decrescita del 2% ed il prossimo anno dovr\u00e0 fare manovre straordinarie (e\/o accettare l&#8217; intervento della Trojka), ricapitalizzare le banche e preparare un taglio di 45 miliardi di debito pubblico nel 2015. Tutto ci\u00f2 nel paradosso di un paese contribuente netto europeo ed emittente di extra-debito per partecipare ai fondi di salvataggio europei&#8230; Come faccia il nostro ministro delle finanze a vedere luce alla fine di tale tunnel, rimane un mistero non conoscibile come quello della Santissima Trinit\u00e0. Nel post precedente abbiamo ipotizzato uno scenario di crescente sforamento dei parametri comunitari da parte dei PIIGS (e della Francia), fino a quando l&#8217; opinione pubblica tedesca forzer\u00e0 un serio dibattito in Germania sulla convenienza di rimanere nell&#8217; Eurozona. Lo scenario alternativo di un&#8217; uscita dell&#8217; Italia dall&#8217; euro comincia, piano piano, a riproporsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 di questa settimana la <a href=\"http:\/\/www.liberoquotidiano.it\/news\/politica\/1309550\/Berlusconi--cacciato--perche-voleva-uscire-dall-euro.html\">notizia<\/a>\u00a0di un nesso causale tra la caduta del governo Berlusconi nel 2011 e l&#8217; apparente piano di fuoriuscita dalla moneta comunitaria da questi preparato e &#8220;minacciato&#8221; ai leader europei. Non ci pare una vera notizia, visto che in quei caldi mesi (spread a +574) anche la Germania aveva un piano d&#8217; emergenza e l&#8217; Italia non aveva alternative, in caso di non intervento della BCE, alla riconversione del debito in lire per poter continuare a finanziarsi a tassi accettabili. Ci interessa invece sottolineare come stia aumentando la visibilit\u00e0 delle proposte di alcuni docenti universitari che chiedono l&#8217; uscita dall&#8217; euro per porre rimedio allo schiantarsi dell&#8217; economia italiana. Alberto Bagnai \u00e8 quello pi\u00f9 prominente, dopo la pubblicazione del libro Il Tramonto dell&#8217; Euro (che commentammo gi\u00e0 <a title=\"LatinExit\" href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1071\">qui<\/a>), il suo <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\">blog<\/a> sempre pi\u00f9 letto e le comparse televisive ora pi\u00f9 frequenti e rinomate, come <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zg8ogpfdst4&amp;feature=youtu.be\">quella<\/a> del 13 settembre a TgCom.\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Europa-kaputt.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1393\" alt=\"Europa kaputt\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Europa-kaputt-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Si aggiunge ora il libro &#8220;<a href=\"http:\/\/www.formiche.net\/2013\/09\/11\/vi-spiego-perche-europa-teutonica-si-spacchera\/\">Europa kaputt<\/a>&#8221; del professor Antonio Maria Rinaldi, presentato tre giorni fa alla Camera dei Deputati grazie al partito radicale, durante il convegno &#8220;<strong>L&#8217; Europa alla resa dei conti<\/strong>&#8220;. Consigliamo vivamente l&#8217; intera visione dei <a href=\"http:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/389858\">video<\/a> del convegno, per chi volesse informarsi su un tema &#8211; l&#8217; uscita dall&#8217; euro &#8211; che ci accompagner\u00e0 in crescendo nei prossimi mesi, nonostante l&#8217; attuale omertoso silenzio di stampa e politica. Tra i relatori lo stesso Bagnai, che lucidamente illustra la storia economica italiana prima e dopo l&#8217; introduzione della moneta unica ed \u00a0un personaggio strepitoso come il giurista Giuseppe Guarino, che alla venerabile et\u00e0 di 91 anni narra con estrema chiarezza e passione la violazione dello scopo precipuo della Comunit\u00e0 Europea (articolo B dei trattati, &#8221; L&#8217;Unione si prefigge l&#8217; obiettivo di promuovere un progresso economico e sociale equilibrato e sostenibile&#8221;) a mezzo dell&#8217; euro, dei parametri di Maastricht (ora fiscal compact) e dello statuto della BCE. Senza le leve della politica economica (leve fiscali e monetarie), come possono infatti gli Stati promuovere la crescita economica e l&#8217; occupazione? Interessante anche l&#8217; intervento di Paolo Savona, che ci segnala come le elite italiane presenti a Cernobbio non vogliano sentir parlare di questi temi. Anche questo un altro mistero, come facciano a non accorgersi che l&#8217; aver tolto la leva monetaria agli Stati e contemporaneamente aver imposto un rigido corsetto alla politica fiscale abbiano causato il crollo della domanda interna, il fallimento di migliaia di imprese e quasi due milioni in pi\u00f9 di disoccupati. A chi sogna l&#8217; Unione Politica come soluzione alla crisi, risponde al convegno Giorgio\u00a0 La Malfa, ricordando pragmaticamente che i tedeschi mai vorranno condividere soldi e benessere con gli inaffidabili italiani, cos\u00ec come questi non accetteranno mai le regole tedesche, inadatte ad un paese cos\u00ec diverso come la nostra penisola.\u00a0 Chiudiamo questa sintesi del convegno citando la metafora usata dal docente della Cattolica Claudio Borghi Aquiini, ovvero di un&#8217; Eurozona\u00a0 come una trottola che comincia a traballare e qualcosa accadr\u00e0. Forse i tempi sono maturi per un partito anti-euro in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno ragione i menzionati relatori, nell&#8217; addossare all`euro la colpa del declino italiano e nel proporre l&#8217; uscita dalla moneta unica come soluzione? La nostra opinione \u00e8 pi\u00f9 differenziata. Se da un lato \u00e8 dimostrabile come il cambio lira-euro (e ancor prima l&#8217; aggancio all&#8217; ECU) sia stato svantaggioso\u00a0 per il Belpaese,\u00a0 con conseguente azzeramento del surplus di bilancia commerciale del passato (dovuto, non dimentichiamolo, alle svalutazioni competitive), \u00e8 altres\u00ec inconfutabile che siamo riusciti in qualche modo a &#8220;digerirlo&#8221; e a trovare un nuovo equilibrio. Prima della crisi, il rapporto debito PIL era stabile da dieci anni, i tassi di interesse sul debito erano bassi (grazie all&#8217; euro), l&#8217; inflazione moderata (meglio per le famiglie), i conti dello Stato in positivo (avanzo primario), la disoccupazione tra le pi\u00f9 basse e gli italiani erano pi\u00f9 ricchi dei tedeschi (in totale) ed erano tra i meno indebitati al mondo. <a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/italy-exports-of-goods-and-services-percent-of-gdp-wb-data.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1408\" alt=\"italy-exports-of-goods-and-services-percent-of-gdp-wb-data\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/italy-exports-of-goods-and-services-percent-of-gdp-wb-data-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>L&#8217; Italia era una nave s\u00ec lenta, ma stabile. La crisi ha distrutto questo equilibrio, cos\u00ec come nel resto delle nazioni sviluppate, creando recessione e disoccupazione. Come hanno reagito i maggiori paesi con sovranit\u00e0 fiscale e monetaria (USA, Giappone, UK) ? Hanno utilizzato le leve fiscali e monetarie, come insegnano tutti i manuali di economia: nel momento in cui famiglie ed imprese fanno deleveraging (ripagano i debiti), \u00e8 compito dello Stato aumentare la spesa pubblica generando cos\u00ec deficit e della banca centrale stampare moneta per &#8220;re-inflazionare&#8221; l&#8217; economia. Il motivo per cui oggi l&#8217; euro non va pi\u00f9 bene per l&#8217; Italia, non \u00e8 il rapporto di cambio con le altre principali valute, bens\u00ec l&#8217; impossibilit\u00e0 di utilizzare la politica monetaria in maniera sovrana per ridare fiato all&#8217; economia. Questo vincolo, congiuntamente agli obblighi di rispetto di parametri di bilancio che non hanno nessuna giustificazione scientifica e con l&#8217; aggiunta di un clamoroso errore\u00a0 (l&#8217; aumento dell&#8217; imposizione fiscale) dei burocrati europei e del loro braccio esecutivo Mario Monti, hanno fatto crollare la domanda interna, distrutto posti di lavoro e gettato l&#8217; italia su una traiettoria-spirale di decrescita-debito-disoccupazione dalla quale risulta ora quasi impossibile (qualcuno crede ancora nei miracoli) uscirne. L&#8217; euro non \u00e8 di per s\u00e8 troppo forte, come dimostrano anche la percentuale dell&#8217; export sul PIL tornata ai valori pre-crisi (circa 29%) e pi\u00f9 alta di quella pre-euro del 1996 (circa 25%) e la \u00a0bilancia commerciale in surplus nei confronti del dollaro e dello yen gi\u00e0 nel 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/eurolira3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1252\" alt=\"eurolira3\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/eurolira3-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/eurolira3-150x150.png 150w, https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/eurolira3-300x300.png 300w, https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/eurolira3.png 364w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Se l&#8217; Italia deve riappropiarsi &#8211; in assenza di politiche europee accomodanti &#8211; delle leve di politica economica, vi \u00e8 alternativa allo sforamento dei vincoli di bilancio e all&#8217; uscita dall&#8217; euro? Sul primo fronte riteniamo necessario &#8220;mandare al diavolo&#8221; i contabili rinchiusi nelle torri d&#8217; avorio a Brussel, cos\u00ec come sta facendo la Francia con un deficit del 5% per quest&#8217; anno e ne vedremo delle belle anche il prossimo.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/eurolira3.png\"><br \/>\n<\/a>Consideriamo invece l&#8217; <strong>uscita dall&#8217; euro non necessaria<\/strong> e comunque rischiosa, in presenza di alternative.\u00a0 Non vogliamo entrare nel merito dei pareri su quanto sarebbe la conseguente svalutazione della nuova lira rispetto all&#8217; euro, il tasso d&#8217; inflazione futuro, il costo dell&#8217; energia importata, l&#8217; impatto sui mercati finanziari per via del 35% di debito sovrano in mano estera e i debiti esteri in euro delle imprese italiane. Per ogni problema\/pericolo si possono trovare nel tempo soluzioni negoziali ed un&#8217; eventuale inflazione elevata, conseguenza di importante emissione monetaria per ripianare per esempio i buchi di bilancio di banche ed imprese, sarebbe tollerabile se servisse a far tornare occupazione e crescita. I <strong>rischi forti<\/strong> che vediamo sono \u00a0due: 1) la reazione della comunit\u00e0 internazionale di fronte ad un&#8217; uscita unilaterale, soprattutto se causa di perdite per i paesi creditori; 2) il ritorno della possibilit\u00e0 di stampare moneta nelle stesse mani che da 30 anni stanno spolpando la <a title=\"Prugna secca\" href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1356\">prugna<\/a>. Un&#8217; Italia isolata dal resto del mondo e gestita da corrotti, incapaci e beneficiari di rendite di posizione, s&#8217; incamminerebbe verso un declino di tipo argentino. \u00a0Ricordiamoci tutti dei festeggiamenti per la crescita del PIL nel paese di Evita Peron dopo lo sganciamento dal peg con il dollaro; dieci anni dopo, l&#8217; Argentina \u00e8 nuovamente sull&#8217; orlo del fallimento, nonostante le ricchezze della sua terra ed una popolazione di soli 40 milioni di abitanti.\u00a0 Mettere la stampante del denaro nelle mani sbagliate non risolve i problemi e non ammoderna il paese per far fronte alle sfide globali che gi\u00e0 i nostri figli dovranno affrontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi? La nostra proposta di emissione di <a title=\"Manifesto EuroLira\" href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?page_id=1232\"><strong>EuroLira<\/strong><\/a>, moneta parallela e paritaria all&#8217; euro, garantita da asset (es. le riserve auree) e con circolazione puramente elettronica, per finanziare un <strong>Piano Nazionale di Investimenti<\/strong> ad alta capacit\u00e0 di riassorbimento della disoccupazione e regolato nei criteri di distribuzione dei soldi, eliminerebbe i suddetti rischi. L&#8217; Italia non uscirebbe dall&#8217; euro e quindi non vi sarebbero tensioni con i partner;\u00a0 la bont\u00e0 dei criteri di allocazione delle risorse (\u00e8 sicuramente la parte pi\u00f9 difficile), metterebbe al riparo dal rischio del denaro &#8220;a pioggia&#8221; del passato; la circolazione elettronica &#8211; sul modello del Bitcoin &#8211; risolverebbe in partenza il problema dell&#8217; evasione fiscale e del lavoro in nero, mali atavici italiani. Riportiamo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Funzionamento-EuroLira.pdf\">qui<\/a>\u00a0la prima bozza che spiega come potrebbe funzionare in pratica l&#8217; EuroLira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notiamo infine con soddisfazione l&#8217; uscire allo scoperto dei primi <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2013\/08\/30\/quasi-moneta-puo-salvare-leconomia-italiana\/696609\/\">economisti<\/a> sul tema della moneta parallela. Ci piacerebbe veder nascere una fertile discussione per rendere sempre pi\u00f9 coerente il progetto dell&#8217; EuroLira, terza via tra austerit\u00e0 suicida e disintegrazione caotica dell&#8217; euro.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Die <abbr class='c2c-text-hover' title='quella l\u00ec (A. Merkel - ndr) mi distrugge la mia Europa'>macht<\/abbr> mir mein Europa kaputt \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; Helmut Kohl, <a href=\"http:\/\/www.welt.de\/politik\/deutschland\/article13491463\/Die-macht-mir-mein-Europa-kaputt.html\">17.07.11<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non voltate le spalle all&#8217; Europa, titola il Sole24ore per riassumere il discorso del Presidente Barroso sullo Stato dell&#8217;Unione 2013. &hellip;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1387\">Continue reading &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10,6],"tags":[],"class_list":["post-1387","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-europa","category-riforme"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1387","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1387"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1387\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1427,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1387\/revisions\/1427"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1387"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1387"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1387"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}