{"id":1304,"date":"2013-06-16T13:53:51","date_gmt":"2013-06-16T11:53:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1304"},"modified":"2015-10-18T00:50:31","modified_gmt":"2015-10-17T22:50:31","slug":"l-economia-di-foucault","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1304","title":{"rendered":"L&#8217; economia di Foucault"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Foucault-Pendolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1305\" alt=\"Foucault Pendolo\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Foucault-Pendolo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Perch\u00e8 non scriviamo da due mesi, ci viene chiesto. I lettori a conoscenza del pendolo di Foucault, apprezzeranno il nostro recente silenzio. \u00a0Il famoso pendolo, ideato dallo scienziato francese per dimostrare l&#8217; effetto della rotazione terrestre, abbisogna di un tempo non breve per svelare all&#8217; ossevatore il deviare del suo movimento\u00a0 dal percorso iniziale lineare e ripetitivo.\u00a0 Piano piano, la punta del pendolo comincia a tracciare un nuovo solco, che si allarga poi sempre pi\u00f9, formando delle armoniche ellissi nel corso delle 24 ore successive. Eppur si muove, la terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lentamente, anche il pendolo della macroeconomia mondiale modifica lo stato di (dis)equilibrio di partenza ed il nuovo percorso si delinea. Il quantitative easing, QE, \u00a0(volgarmente, stampare dollari) della FED e la pulizia dei bilanci delle banche americane stanno mostrando effetto, con la ripresa dell&#8217; offerta di credito e quindi dei consumi e con i prezzi delle case in risalita. Il monte dei prestiti bancari a famiglie ed imprese \u00e8 tornato al picco di ottobre 2008 ($ 7,2 trilioni) raggiunto in concomitanza del fallimento Lehman, anche se nel frattempo il totale dei depositi bancari \u00e8 cresciuto di due trilioni di dollari, soldi freschi freschi di stampa della Federal Reserve e che non stanno confluendo nell&#8217; economia reale (gli speculatori in Borsa ringraziano). <a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/prestiti-delle-banche-USA.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1306\" alt=\"prestiti delle banche USA\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/prestiti-delle-banche-USA-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Non \u00e8 tutto oro quel che luccica, come dimostrano il crescente numero dei riceventi sussidi alimentari (food stamps) e abitativi (housing vouchers), la bancarotta della citt\u00e0 Detroit \u00a0e la qualit\u00e0 dei nuovi posti di lavoro (dal 2009, +1,3 milioni di nuovi posti <a href=\"http:\/\/www.streettalklive.com\/daily-x-change\/1721-employment-the-macro-trends.html\">part-time<\/a> e solo 418.000 a tempo pieno). Ma viviamo in tempi di Realpolitik e quindi un occupato precario a salario minimo \u00e8 meglio di un disoccupato.\u00a0 Di bolla in bolla, lo zio Sam riesce sempre a ripartire &#8211; aiutato anche dall&#8217; audacia tecnologica del fracking, ora premiata con l&#8217; indipendenza energetica per le prossime decadi &#8211; anche se rimane la spada di Damocle di 1) non riuscire ad evitare la madre di tutte le bolle speculativo-finanziarie, con terribile implosione quando Bernanke dovr\u00e0 decidere di\u00a0 interrompere il QE (ma sarebbe un pazzo a farlo repentinamente); 2) un&#8217; espansione del credito bancario che potrebbe prima o poi \u00a0far aumentare troppo la velocit\u00e0 di circolazione della moneta, con conseguente fuoriuscita del folletto dell&#8217; inflazione dal vaso che i druidi della banca centrale pensano di poter controllare; 3) una ripresa dai piedi di argilla, perch\u00e8 la domanda aggregata generata dal credito al consumo e dall&#8217; &#8220;effetto ricchezza&#8221; dei prezzi crescenti di case e mercato azionario non crea posti di lavoro duraturi (abbiamo gi\u00e0 visto questo film pi\u00f9 volte negli ultimi 15 anni). Incrociamo le dita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/abenomics-e-le-riforme.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1308\" alt=\"abenomics e le riforme\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/abenomics-e-le-riforme-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Il Giappone ha lanciato la bomba nucleare della stampa di yen in formato XXL, con obiettivo dichiarato di far salire l&#8217; inflazione e quello &#8211; non dichiarato &#8211; di svalutare la moneta.\u00a0 La Borsa di Tokio \u00e8 schizzata in alto, ma non \u00e8 invece cos\u00ec chiaro se i rendimento del debito sovrano rimarranno appiattiti e se lo yen manterr\u00e0 la svalutazione nei confronti del dollaro. I giapponesi stanno scherzando con il fuoco e stanno facendo da cavia per la &#8220;scienza&#8221; della politica monetaria: si pu\u00f2 raddoppiare la base monetaria in due anni, senza terribili effetti collaterali? Il Paese del Sol Levante non aveva alternative, a motivo dell&#8217; azzeramento del surplus commerciale negli ultimi tre anni, di un rapporto debito\/GDP al 240% e dell&#8217; invecchiamento della popolazione negli ultimi trenta, ma il dado \u00e8 oramai tratto e potrebbe divenire la miccia che porter\u00e0 all&#8217; annientamento dei risparmi dei pensionati nipponici e, a catena, ad un <a href=\"http:\/\/www.forbes.com\/sites\/jamesgruber\/2013\/06\/01\/japan-foreshadows-next-crisis\/\">riallineamento<\/a> globale delle monete con una nuova Bretton Woods. Non \u00e8 forse un caso che gli scienziati del Giappone siano all&#8217; avanguardia nelle tecnologie robotiche per l&#8217; assistenza agli anziani, mentre i paesi asiatici vicini di casa sono gialli di rabbia (&#8230;) per il giochino sporco del beggar-thy-neighbour (&#8220;frega il tuo vicino&#8221;). \u00a0Da notare, infine, come le annunciate velleit\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.economist.com\/news\/leaders\/21579464-third-arrow-reform-has-fallen-well-short-its-target-time-shinzo-abe-rethink-not\">riformiste<\/a> del primo ministro Abe sembrino essere gi\u00e0 rimaste &#8211; prima ancora di cominciare &#8211; uno spot commerciale, come in Francia e in Italia.\u00a0 Nessun cambiamento socio-economico pare possibile nelle democrazie vecchie (per via dell&#8217; et\u00e0 della popolazione) e corrotte da troppe posizioni di rendita non scardinabili pacificamente, mentre i giovani non sembrano avere il coraggio dei loro coetanei in Turchia nel reclamare ad alta voce un futuro diverso da quello pensato dalle cariatidi al potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/letta_merkel.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1311\" alt=\"letta_merkel\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/letta_merkel-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Se i pendoli americano e\u00a0 giapponese fanno intravvedere il nuovo percorso del loro movimento, il pendolo europeo sembra rimanere ancora nel tracciato iniziale, ancorch\u00e8 &#8211; pure lui &#8211; cominci a risentire della rotazione dell&#8217; economia globale. Nonostante i principali numeri macroeconomici siano peggiorati nel primo trimestre dell&#8217; anno e la recessione verr\u00e0 registrata a livello di Eurozona anche nel secondo, gli indicatori di tendenza ed i primi timidissimi passi per liberare risorse da destinare a crescita ed occupazione dovrebbero poter far tornare qualche raggio di sole dopo le torrenziali piogge di questo mese. I pi\u00f9 scettici citano la famosa frase dei mercati finanziari, ovvero che &#8220;anche un gatto morto rimbalza se viene fatto cadere da abbastanza in alto&#8221; e doverosamente ricordano che fintanto che i bilanci delle banche europee non verranno ripuliti dagli impieghi &#8220;tossici&#8221;, cos\u00ec come fatto in USA, credito, consumi ed investimenti non potranno ripartire . \u00c8 vero, ma ci sentiamo di poter affermare che la probabilit\u00e0 di scenari catastrofici (break-up dell&#8217; euro, default di stato, populisti &#8220;pazzi&#8221; al governo, violenze di piazza) si sia ridotta. Draghi ha ribadito che prima di perdere il suo posto di lavoro, ovvia conseguenza di un&#8217; eventuale disgregazione dell&#8217; euro, schiaccerebbe il pulsante per comperare tutti i titoli di debito sovrano di tutti i paesi. I mercati gli hanno creduto e gli spread sono scesi, dando sollievo ai bilanci di Italia e Spagna. Frau Merkel ha dimostrato con i fatti che la Germania non vuole che nessuno abbandoni la moneta unica, salvando (con i soldi di tutti gli europei) prima la Grecia e poi Cipro. Rajoy, Monti e Papandreu hanno evidenziato come la soglia di tollerenza alla sofferenza economica ed alla tassazione dei popoli sia pi\u00f9 alta di quanto si pensasse: gli indignados hanno praticamente levato le tende, all&#8217; ultima dimostrazione ad Atene non c&#8217;erano pi\u00f9 di 1.500 persone e gli italiani continuano ad interessarsi pi\u00f9 di Ruby che di linciare gli amministratori locali rei di aver rubato anche l&#8217; ultima lampadina. Il voto di protesta? Vale in vari paesi al massimo il 25% e non basta per governare, oppure i cittadini nauseati e sconsolati &#8211; colpevolmente &#8211; si astengono. Gli ammortizzatori sociali ed i risparmi della generazione passata (<i>panem<\/i>), cos\u00ec come televisione e smart phones (<i>circenses<\/i>) tengono a bada il temperamento delle masse &#8211; le guerre e le rivoluzioni, nell&#8217; anno 2013, hanno premesse ben diverse da quelle di sessanta anni fa. La prospettiva europea \u00e8 quella di una decade di lenti, forse lentissimi, aggiustamenti, proprio come il pendolo di Foucault.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Renzi-Fonzarelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1309\" alt=\"Renzi Fonzarelli\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Renzi-Fonzarelli-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>In tal contesto, la classe dirigente italiana ha rinunciato a priori ad ogni afflato riformatore e a qualsiasi ambizione di un piano strategico economico-sociale per far tornare ad antico splendore il Paese che invent\u00f2 cultura e civilt\u00e1 quando intorno circolavano ancora i barbari a cavallo. I giochi decisivi si fanno altrove, sembrano pensare lo stuolo di ottuagenari, nipoti-premier e novelli Arthur Fonzarelli della politica italiana, tanto vale quindi non prendere alcuna decisione e posticipare il pi\u00f9 lungo possibile le ulteriori dolorose mazzate all&#8217; economia (IMU, IVA, nuova manovra). Che Frau Merkel vinca le elezioni a settembre e poi si vedr\u00e0, quanto resister\u00e0 nel non allargare i cordoni della borsetta.\u00a0 Meglio quindi concentrarsi sulle faide all&#8217; arma bianca per la protezione dei privilegi acquisiti (poltrone, vitalizi, potere) e delle rendite di posizione (rimaniamo una delle nazioni europee con il costo della vita pi\u00f9 elevato, dall&#8217; energia alle parcelle di geometri ed avvocati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il pendolo par non muoversi nemmeno in Francia, altro paese ingessato come il nostro, la Germania sta decisamente portando avanti, con la solita determinazione di chi sinceramente crede nelle proprie ragioni, il suo disegno strategico per la Nuova Europa, con i contorni delle ellissi foucaultiane ora pi\u00f9 evidenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Piano per la risoluzione della Krisi europea e creazione della <a href=\"http:\/\/www.austriancenter.com\/blog\/2013\/03\/14\/talk-with-niall-ferguson\/#.Ub29rOv-Ceo\">Bundesrepublik Europa <\/a><\/em>(liberamente tratto dal diario segreto di Bridget-Angela Merkel)<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">STEP 1: Aumento dell&#8217; imposizione fiscale e riduzione della spesa pubblica nei PIIGS tramite i liquidatori fallimentari Monti, Rajoy e Papandreu + fiscal compact = riduzione di deficit e spread, conseguente stabilizzazione finanziaria. Post scriptum: non ha\u00a0 funzionato, ho dovuto telefonare all&#8217; altro Mario (Draghi) e dirgli di dichiarare il famoso bluff (&#8220;whatever it takes&#8221;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">STEP 2. Deflazione salariale, tramite decrescita e disoccupazione, nei paesi gonfiatisi a dismisura nell&#8217; ultima decade e non competitivi sui mercati extra-EU oppure troppo costosi come fornitori per le aziende tedesche. Missione compita per Grecia, Spagna, Portogallo. Work-in-progress (paesi recidivi): Italia e Francia. Importante risultato raggiunto nel frattempo: riequilibrio della bilancia dei pagamenti (per mettere in sicurezza le banche tedesche) tramite compressione della domanda aggregata e quindi del volume delle importazioni. Sehr gut.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">STEP 3: bloccare i tentativi della BCE di fornire liquidit\u00e0 ai PIIGS, altrimenti non faranno mai le riforme dolorose ma necessarie come abbiamo dovuto fare noi con l&#8217; agenda 2010. Iniziare attivit\u00e0 di finanziamento da banche tedesche, acquisizioni da parte di nostre imprese e incentivi per l&#8217; immigrazione di talenti nella Bundesrepublik, per trasformare la periferia europea in strutture satellitari al servizio delle grandi aziende tedesche volte all&#8217; export extra-UE. Ha gi\u00e0 funzionato molto bene con i Paesi dell&#8217; est, funzioner\u00e0 anche questa volta. (devo ricordarmi di dire a Jens Weidmann di fare la faccia pi\u00f9 feroce, l&#8217; ultima volta sorrideva troppo per i miei gusti.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/WorldPopulationGrowth2050.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1310\" alt=\"WorldPopulationGrowth2050\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/WorldPopulationGrowth2050-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00a0\u00abGli Stati sovra-indebitati devono fare le <a href=\"http:\/\/www.bloomberg.com\/news\/2013-06-09\/merkel-says-euro-nations-must-follow-germany-s-lead-on-growth.html\">riforme<\/a> seriamente, come le ha fatte la Germania nel 2003\u00bb, continuano a ripetere i tedeschi, consapevoli che un&#8217; Europa con paesi membri ad indebitamento e costo del lavoro elevati, bassa produttivit\u00e0, significativi tassi di corruzione, evasione e burocrazia, welfare troppo generoso, non ha nessuna chance di sopravvivere in un mondo &#8211; oramai vicino &#8211; sempre pi\u00f9 affollato di persone pi\u00f9 giovani dei cittadini europei. Chi ancora non ci credesse, si legga l&#8217; ultimo rapporto dell&#8217; ONU, che stima una popolazione globale di 9,6 miliardi nel 2050, con grande sorpresa degli esperti che hanno registrato negli ultimi anni un tasso di natalit\u00e0 in decrescita meno accelerata di quanto stimato precedentemente. La <a href=\"http:\/\/www.usatoday.com\/story\/news\/world\/2013\/06\/13\/un-world-population-81-billion-2025\/2420989\/\">popolazione nigeriana<\/a> superer\u00e0 quella americana gi\u00e0 nel 2050 ed il bacino planetario di &#8220;cheap labour&#8221; sar\u00e0 immenso, con buona pace dei lavoratori italiani che ancora credono di poter mantenere i diritti acquisiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Germania ha ragione nel merito ed ha di fronte &#8220;<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2013-05-31\/germania-shopping-stati-cervelli-063756.shtml?uuid=Abfaws0H\">interlocutori<\/a> gracili di visione e di idee prima ancora che fragili in economia&#8221; ma sbaglia, a nostro avviso, nel metodo. La riluttanza\u00a0 dei tedeschi nell&#8217; assumere il ruolo di <a href=\"http:\/\/www.economist.com\/blogs\/newsbook\/2013\/06\/special-report-germany\">egemone<\/a> illuminato, potrebbe far tornare indietro il pendolo della storia, cos\u00ec come quello di Foucault torna, dopo 24 ore, alla posizione di partenza. Solo tardivamente, gli osservatori si accorgono  che il senso di cambiamento suggerito dalle ellissi del pendolo \u00e8 una mera illusione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e8 non scriviamo da due mesi, ci viene chiesto. 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