{"id":1071,"date":"2013-01-20T15:48:50","date_gmt":"2013-01-20T14:48:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1071"},"modified":"2013-09-19T20:51:00","modified_gmt":"2013-09-19T18:51:00","slug":"latinexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1071","title":{"rendered":"LatinExit"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo della terza ed ultima delle tre opere italiane composte da Mozart su libretto dell&#8217; insuperabile Lorenzo da Ponte ben si presta a descrivere la storica decisione presa negli ultimi mesi dell&#8217; annus horribilis 2012. <i>Cos\u00ec fan tutte, <\/i>le banche centrali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/panoramix.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1072\" alt=\"panoramix\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/panoramix-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>A Jackson Hole, nel Wyoming (USA), si riuniscono ogni anno i principali banchieri centrali del mondo insieme ad accademici ed economisti, per discutere di politica monetaria (e coordinarsi tra di loro senza allarmare i mercati). Questi moderni druidi &#8211; a nostro avviso, piuttosto degli apprendisti stregoni &#8211; fanno uso di un <i>latinorum<\/i> ipertecnico, come quello del manoscritto &#8220;<a href=\"http:\/\/www.kansascityfed.org\/publicat\/sympos\/2012\/mw.pdf?sm=jh083112-4\">Accommodation at the Zero Lower Bound<\/a>&#8221; del professor Woodford, ritenuto ora la validazione teorica di un radicale cambiamento degli obiettivi e dell&#8217; operare delle pi\u00f9 importanti banche centrali. Come per tutti gli stregoni, la sostanza dei fatti &#8211; ancorch\u00e8 ben mascherata da linguaggi, rituali e inscenamenti &#8211; \u00e8 quasi sempre assai semplice. Ai disperati banchieri, incapaci di stimolare la crescita di domanda aggregata ed occupazione nonostante USD sei trilioni(!) di moneta stampata per tenere bassi i tassi di interesse, il professore ha spiegato che \u00e8 inutile continuare con tali politiche, poich\u00e8 il mondo si trova nel famoso circolo vizioso della &#8220;trappola della liquidit\u00e0&#8221; gi\u00e0 intuita da Keynes: l&#8217; enorme massa monetaria immessa nel sistema non viene spesa per consumi o investimenti, bens\u00ec rimane parcheggiata sui conti delle banche centrali o viene utilizzata dalle banche commerciali per riparare i loro disastrati bilanci (basti qui ricordare la situazione delle banche italiane, che invece di dare credito alle imprese utilizzano i soldi prestati da Draghi allo 0,75% per acquistare BTP che rendono il 4%-5%). Se poi, come sta accadendo da pi\u00f9 parti, i governi sono intenti ad aumentare le tasse per ridurre disavanzo di bilancio e ripagare il debito, \u00e8 ovvio che si innesta una spirale recessiva che nemmeno i tassi nominali pari a zero riescono ad interrompere. Woodford ha poi ricordato a Bernanke e colleghi che si illudono (&#8220;wishful thinking&#8221;), se speravano di far ripartire le economie abbassando i tassi di interesse senza influenzare i meccanismi di allocazione del credito e senza impegnarsi esplicitamente a mantenere invariati i tassi anche quando torna la crescita. La soluzione proposta dal professore americano \u00e8 quella di far annunciare e perseguire alle banche centrali un obiettivo di crescita NOMINALE del PIL. Novantasette pagine di manoscritto per arrivare ad una conclusione banale: se l&#8217; economia reale decresce, per esempio per il continuare di deleveraging e di politiche fiscali restrittive, le banche centrali devono far crescere i prezzi, la cara vecchia inflazione. Basti qui ricordare la &#8220;magia&#8221; della formula matematica: 15 anni di inflazione al 5% e il prodotto interno lordo raddoppia (e quindi il peso del debito pubblico si dimezza), contribuendo cos\u00ec ad un massiccio <a title=\"Il Pacioli-moment\" href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=877\">ribilanciamento<\/a> delle posizioni tra creditori e debitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei mesi successivi, una volta rientrati dal Wyoming, i druidi si sono messi solertemente al lavoro. La FED ha annunciato il raddoppio degli acquisti di titoli stampando moneta, finch\u00e8 la disoccupazione americana non scender\u00e0 al 6,5%; il nuovo governatore della Bank of England ha esplicitamente dichiarato la sua simpatia per\u00a0 l&#8217; obiettivo della crescita nominale del PIL (nel frattempo, la perfida Albione sta monetittando un quarto del PIL)\u00a0 ed il nuovo primo ministro giapponese chiede esplicitamente alla banca centrale di puntare ad un 2% di inflazione annua (da una situazione corrente di deflazione), altrimenti il governatore dovr\u00e0 cercarsi un nuovo lavoro. \u00c8 quasi divertente udire l&#8217; assordante silenzio di tutti i fautori del libero mercato di fronte a questa fondamentale manipolazione dei tassi di interesse (ma non dovevano risultare dall&#8217; incontro tra domanda e offerta di risparmi e investimenti?) e al ritorno della pianificazione centrale di stampo comunista (il PIL deve crescere ogni anno del 5%!). Dobbiamo confessare che di tutte le iniziative, quella di Bernanke-Panoramix ci pare la pi\u00f9 rivoluzionaria ed aggressiva. Ci sembra quasi di poter leggere quello che dentro di s\u00e8 star\u00e0 pensando: &#8220;cialtroni di politici, incapaci di mettervi d&#8217; accordo e di dare stimoli e incentivi al sistema per togliere la gente dalla miseria e dalla strada, ora vi faccio vedere io: stamper\u00f2 banconote ad infinitum, finch\u00e8 non vi deciderete a far circolare i soldi. Consigliate ai ricchi di costruire case e alle imprese di investire, cos\u00ec si creano posti di lavoro, prima che io distrugga tutta la ricchezza nominale ferma nei conti correnti.&#8221; Amen. La svalutazione del dollaro e dello yen non dovrebbero quindi sorprendere nessuno, nemmeno madame Lagarde del FMI, che giulivamente si dichiara preoccupata per il ritorno della guerra tra le monete. Attendiamo ora le contromosse della BCE, al pi\u00f9 tardi quando politici e industriali si lamenteranno di un euro troppo forte che aggraver\u00e0 ulteriormente le sofferenze di Eurolandia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/GDP-mondiale-in-declino.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1093\" alt=\"GDP mondiale in declino\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/GDP-mondiale-in-declino-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Illustrato lo scenario macroeconomico internazionale, intendiamo ora focalizzare la nostra attenzione sull&#8217; Europa e pi\u00f9 specificatamente sull&#8217; Italia. Tralasciamo di commentare il rumore della solita bagarre nostrana pre elettorale, tra arzilli e battaglieri vecchietti, deludenti professori, comici che pensano di camminare sulle acque e bolliti della Prima Repubblica. Ci pare di cogliere tre segnali in grado di anticipare i temi fondamentali dei prossimi 24 mesi. 1) Il nuovo governo non avr\u00e0 la maggioranza al Senato e sar\u00e0 quindi obbligato a trovare dei compromessi su austerit\u00e0, Europa e riforme; probabilmente non durer\u00e0 in carica per l&#8217; intero mandato. 2) Recessione e disoccupazione si aggraveranno, facendo escalare le tensioni all&#8217; interno del paese fino a pericolosi punti di rottura. 3) Il coro delle voci anti-euro, per tornare alla possibilit\u00e0\u00a0 ora preclusa di stampare moneta, rimbomber\u00e0 tra le mura di Francoforte e Berlino. La plausibilit\u00e0 della prima previsione, ovvero del compromesso e della diluizione parlamentare, \u00e8 confermata da tutti i giornali e analisti politici. L&#8217; unica differenza la far\u00e0 l&#8217; alleanza che Bersani sar\u00e0 costretto a sigillare, perch\u00e8 un fallimento della Lista Monti (se si dovesse fermare per esempio al di sotto del 10%) ed una coalizione berlusconiana ben oltre il 20% (senza considerare il sicuro exploit del M5S) avrebbero delle conseguenze diverse sulla stabilit\u00e0 del governo e sul programma economico e di riforme. \u201cTra pochi mesi la ripresa, \u2028non sprechiamo la fiducia ottenuta\u201d, aveva annunciato Monti a Cernobbio. Sono passati quei mesi e &#8211; in ritardo rispetto ad OCSE e BCE &#8211; ora anche il governo italiano, per bocca del sottosegretario all&#8217; economia, riconosce che invece di un tasso di crescita nel 2013 dello 0,2%, si rischia di arrivare a meno 1. Tra quattro mesi non ci sar\u00e0 &#8220;pi\u00f9 un euro&#8221; per la cassa integrazione ed un&#8217; ulteriore manovra correttiva (definita &#8220;bestiale&#8221; da Tremonti) sar\u00e0 ineludibile. Bersani e Fassina si sono pubblicamente impegnati a rispettare gli accordi europei di pareggio di bilancio e del fiscal compact, ma forse non hanno fatto bene i conti. \u00a0Di quanto crolleranno ancora consumi delle famiglie, investimenti ed entrate fiscali? Cosa far\u00e0 la gente senza lavoro nelle piazze? Un&#8217; Italia in caduta verticale vedrebbe risalire lo spread e a quel punto il commissariamento europeo come contropartita dell&#8217; acquisto di titoli pubblici da parte di Draghi sarebbe inevitabile. \u00a0A pensare positivo, la Trojka imporrebbe a quel punto all&#8217; Italia le riforme che nemmeno Monti \u00e8 stato capace di attuare, per far tornare occupazione, crescita e rendere pi\u00f9 competitivo il Paese. Dubitiamo assai della lungimiranza della Trojka (vedasi Grecia) e siffatte aspettative, tipiche della cultura protestante della Germania e perfettamente rappresentate dal cancelliere tedesco originario della DDR, verrano deluse dal Paese delle mafie e dei tanti, troppi <a title=\"Il paese dei gattopardi\" href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=431\">gattopardi<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/il-tramonto-dell-euro-libro-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1078\" alt=\"il-tramonto-dell-euro-libro-1\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/il-tramonto-dell-euro-libro-1.jpg\" width=\"99\" height=\"150\" \/><\/a>Ogni sistema sottoposto a pressione estrema necessita e quindi trova una valvola di sfogo, anche a costo della rottura del sistema stesso. I disastrati paesi dell&#8217; Europa &#8220;latina&#8221; (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia), sottoposti alla tremenda pressione di recessione, disoccupazione, nuove tasse, obblighi del fiscal compact (ovvero riduzione dello stock del debito) ed euro troppo forte rispetto al dollaro, saranno costretti, se la Germania non si decider\u00e0 a fare importanti concessioni, ad uscire insieme dall&#8217; euro &#8211; il <strong>LatinExit<\/strong>. <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/\">Alberto Bagnai<\/a>, professore di politica economica all&#8217; universit\u00e0 di Pescara ha scritto un tomo di 300 pagine dal titolo &#8220;Il tramonto dell&#8217; euro&#8221; e sta girando le piazze a spiegare perch\u00e8 l&#8217; Italia dovrebbe abbandonare la moneta unica. L&#8217; analisi storico-economica \u00e8 precisa e a volte illuminante (ad esempio, il lucidissimo discorso in parlamento di <a href=\"http:\/\/www.qelsi.it\/2012\/quando-napolitano-nel-1978-diceva-il-sistema-monetario-europeo-ci-fara-perdere-competitivita-e-ora\/\">Giorgio Napolitano<\/a> nel 1978 sui rischi del sistema di cambi semi-fissi dello SME, precursore dell&#8217; euro), le conclusioni su necessit\u00e0 di un&#8217; uscita dall&#8217; euro sono motivate, anche se &#8211; a nostro avviso &#8211; con alcuni importanti distinguo: l&#8217; Italia non avrebbe bisogno di uscire dalla moneta unica se l&#8217; Europa optasse per politiche fiscali-monetarie pi\u00f9 accomodanti, in grado di interrompere la spirale deflattivo-recessiva (tramite Eurobonds, Piano Marshall per gli investimenti, rinegoziazione del fiscal compact, Piano Brady per ridurre l&#8217; eccesso di debito, ecc.) e\/o se l&#8217; economia mondiale, rigonfiata dalle bolle di liquidit\u00e0 delle banche centrali, ci trascinasse fuori dai guai; l&#8217; Italia potrebbe evitare l&#8217; uscita dall&#8217; euro (opzione rischiosa e comunque non necessaria se si riacquista parziale sovranit\u00e0 monetaria) attraverso l&#8217; emissione di una propria moneta parallela (tema che svilupperemo nei prossimi post); un&#8217; eventuale uscita dall&#8217; euro dovrebbe avvenire come &#8220;gioco di squadra&#8221; dei Paesi Latini (nella nostra definizione di cui sopra), perch\u00e8 altrimenti le banche francesi fallirebbero e troppo importanti sono gli intrecci economico-finanziari tra Italia e Francia. Riteniamo poi pi\u00f9 probabile che sia il governo francese e non quello italiano, sempre troppo supino nel passato, a prendere l&#8217; iniziativa di una feroce negoziazione con i tedeschi e &#8211; extrema ratio &#8211; di un eventuale Latinexit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi parla in Italia, oltre a Bagnai, di un&#8217; uscita dall&#8217; euro? Beppe Grillo, senza sapere esattamente perch\u00e8, Berlusconi, per convenienza politica e perch\u00e8 imbeccato da Brunetta, sempre pi\u00f9 imprenditori disperati perch\u00e8 lasciati senza credito dalle banche. Il pi\u00f9 &#8220;pericoloso&#8221; per\u00f2, perch\u00e8 altrettanto lucido come Bagnai nell&#8217; analisi della situazione e determinato nelle affermazioni pubbliche, \u00e8 l&#8217; ex ministro del Tesoro. <a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Tremonti-e-Euro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1077\" alt=\"Tremonti e Euro\" src=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Tremonti-e-Euro-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Giulio Tremonti, in una serie di comparse a Servizio Pubblico di Santoro, ha delineato i rischi derivanti dalla rigidit\u00e0, tipica dei creditori, della Germania e del serio pericolo che Frau Merkel trascini tutta l&#8217; europa in una nuova catastrofe, dopo quella della seconda guerra mondiale. Ancora pi\u00f9 significativa \u00e8 stata l&#8217; affermazione &#8211; forse scappatagli &#8211; di aver paventato ai partner europei nell&#8217; estate del 2011, con lo spread alle stelle, l&#8217; ipotesi di un&#8217; uscita unilaterale dall&#8217; euro, fatto <a href=\"http:\/\/www.liberoquotidiano.it\/news\/Economia\/1032032\/Anche-l-Italia-ha-un-piano--per-l-uscita-dall-euro.html\">confermato<\/a> anche da Paolo Savona &#8211; e poi ci sorprendiamo del detronamento di Berlusconi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel solo dopoguerra, ben <a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/exits-from-currency-unions.pdf\">settanta paesi<\/a> hanno abbandonato unioni monetarie, senza particolari shock macroeconomici. Nemmeno l&#8217; <a href=\"http:\/\/www.borsaedintorni.it\/storia-economica\/lunione-monetaria-latina\/\">Unione Monetaria Latina\u00a0<\/a>(come fu ironicamente chiamata dalla stampa britannica) del 1865, in realt\u00e0 un mero coordinamento valutario, riusc\u00ec ad affermarsi. Se ci fosse anche nell&#8217; Eurozona un break-up, questo accadrebbe come sempre in segreto e nell&#8217; arco di un fine settimana &#8211; tra l&#8217; altro, i crescenti obblighi per gli italiani della tracciabilit\u00e0 elettronica dei pagamenti favorirebbero il processo di redominazione valutaria. L&#8217; Italia trarrebbe importanti benefici da un&#8217; uscita dall&#8217; euro? Il problema italiano non \u00e8 l&#8217; export, che rimane competitivo, bens\u00ec l&#8217; impossibilit\u00e0 di battere moneta ed allentare quindi la morsa della politica fiscale recessiva. I potenziali benefici di un ritorno alla lira dipendono dall&#8217; uso che lo Stato far\u00e0 della riconquistata sovranit\u00e0 monetaria e da come saranno distribuiti i soldi. Se il Paese tornasse alle politiche clientelari pre-euro, i benefici sarebbero solo di breve termine e le pressioni riformatrici derivanti dal vincolo esterno scomparirebbero. La chiamata definitiva spetter\u00e0 alla Germania, come gi\u00e0 pi\u00f9 volte analizzato in questo blog. Imprenditori e banchieri tedeschi hanno da tempo preparato il loro <a href=\"http:\/\/oggi24.it\/economia\/uneuropa-euro-germania-piano-b-stupido-pensarci-11036.html\">piano B<\/a>, molto dettagliato come nella miglior tradizione germanica (compreso il rimpatrio delle <a href=\"http:\/\/www.ilmondo.it\/economia\/2013-01-15\/germania-bundesbank-vuole-rimpatriare-riserve-oro-all-estero_178267.shtml\">riserve auree<\/a> depositate all&#8217; estero). Il nostro <a title=\"Un buco nero, per favore (2\/3)\" href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=275\">articolo<\/a> di fantaeconomia del settembre 2011 forse si dimostrer\u00e0 non cos\u00ec lontano dalla realt\u00e0.<\/p>\n<blockquote><p>Sono sicuro che l\u2019euro ci costringer\u00e0 a introdurre un nuovo insieme di strumenti di politica economica. Proporli adesso \u00e8 politicamente impossibile. Ma un bel giorno ci sar\u00e0 una crisi e si creeranno i nuovi strumenti.<\/p><\/blockquote>\n<p>Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea &#8211; 4 febbraio 2001<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il titolo della terza ed ultima delle tre opere italiane composte da Mozart su libretto dell&#8217; insuperabile Lorenzo da Ponte &hellip;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.italjani.com\/?p=1071\">Continue reading &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10,5,7],"tags":[],"class_list":["post-1071","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-europa","category-germania","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1071","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1071"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1071\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1420,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1071\/revisions\/1420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italjani.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}