L’ istituto nazionale di statistica tedesco ha pubblicato oggi una ricerca sulla disoccupazione giovanile (15-24 anni) in Europa: in Spagna il 46% è senza lavoro (più che raddoppiato rispetto al 2008), il 38% in Grecia, 28% in Italia, 23% in Francia, 20% in Inghilterra. La media europea è salita al 20%, mentre in Germania la disoccupazione è scesa in due anni al 9,1% (guarda la tabella completa). Il sistema scolastico duale tedesco spiega buona parte del successo nell’ insegnare mestieri e professioni aile persone più giovani, creando le premesse per un posto di lavoro.

Vengono in mente i bravissimi sarti napoletani settantenni, invidiati da tutto il mondo e ambiti dalle nuove classi affluenti. Questi maestri potrebbero e vorrebbero insegnare il loro mestiere alle nuove leve, tramandando così conoscenze consolidate nel corso di generazioni e difficilmente sostituibili dai robot del futuro. Non trovano giovani interessati, che potrebbero poi creare micro aziende di alta sartoria con clienti in Cina, Russia, Paesi Arabi, Brasile, ecc.

Quale è il problema? Un modello scolastico inadeguato ai tempi moderni? I falsi miti creati anche dalla televisione (tutti che vogliono diventare calciatori)? Mamme che allevano “mammoni” italici?

Il recente testo unico sull’ apprendistato è sicuramente un primo passo in avanti, ma non sufficiente. Serve un programma che comprenda riforme scolastiche, piattaforme per la la diffusione coordinata di mestieri e professioni tradizionali, una campagna d’ immagine nazionale per la valorizzazione di questi. Sono solo alcune delle idee da sviluppare e specificare con urgenza.