Povera Frau Merkel, assediata oramai da tutto il resto del mondo. La Grecia ha bisogno di molti più soldi per salvarsi, l’ Italia vuole il raddoppio del fondo salva-stati per far abbassare i tassi di interesse sui BTP, gli americani inveiscono ogni due giorni contro il diktat tedesco ai meridionali d’ Europa del “risparmiare, risparmiare, risparmiare”, il candidato alla presidenza francese Hollande fa campagna elettorale proclamando di voler rinegoziare il fiscal compact con Berlino e chiedere gli Eurobond.

A Davos non si è parlato d’ altro e Angela Merkel, ospite d’ onore, ha tenuto il discorso inaugurale del Forum svizzero chiarendo che la Germania “e’ pronta a impegnarsi, ma non vuole pressioni o essere obbligata a promettere quello che non potrebbe mantenere”. Le risposte più taglienti le hanno fornite l’ ossimoro della finanza George Soros (“la Germania ha sbagliato tutto”), che ha anche proposto un piano per salvare Spagna e Italia, e il “perfido albione” David Cameron (“sebbene la disciplina fiscale sia necessaria, questo è un problema di deficit commerciali, non solo fiscali”). Timothy Geithner, segretario al Tesoro americano, ha fatto capire ai tedeschi che devono mettere più soldi nel fondo salva-stati, se vogliono che gli americani aumentino le disponibilità del Fondo Monetario Internazionale. Christine Lagarde, a capo di quest’ ultimo, ha chiesto alla Germania di spendere più denari per la domanda interna, al fine di trainare le economie dei paesi europei in recessione. Ha risposto picche il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, contestando lo strumento del deficit statale invece del risparmio, per ristabilire credibilità e fiducia necessarie alla crescita. Germania e resto del mondo, un dialogo tra sordi.

Non serve aver letto von Clausewitz, per sapere che spesso l’ attacco è la migliore strategia di difesa. La cancelliera Merkel, evidentemente consapevole di essere sempre più chiusa in un angolo, ha fatto partire due fendenti di risposta nel giro di ventiquattro ore. Ad una Grecia renitente nel fare le riforme necessarie al recupero dell’ evasione fiscale e al miglioramento della competitività, oltre che ancor più menzognera sui numeri, il governo di Berlino ha richiesto la “cessione di sovranità su tasse e decisioni di finanza pubblica ad un commissario europeo per il budget, senza di che non ci sarà l’erogazione della seconda tranche da 130 miliardi del prestito comunitario”. Al candidato francese Hollande, invece, Frau Merkel ha fatto sapere che parteciperà ad alcuni comizi della campagna elettorale di Sarkozy, ritenendolo “l`uomo giusto all’ Eliseo, anche in futuro”. Sembra che al marito di Carla Bruni sia venuto un mezzo infarto,  al pensiero che i suoi concittadini possano scrivere dentro i seggi il nome di Angela, invece del suo.

Nel frattempo, per fortuna, Mario Draghi sta tenendo a galla le banche e il sistema monetario europeo. Il bilancio della BCE ha oramai raggiunto le dimensioni di quello gestito dalla Federal Reserve americana ed è pieno di titoli “spazzatura”, a partire dai bond di Grecia e Portogallo. Mario Monti, a chi gli chiedeva conto delle opinioni di tanti economisti secondo i quali l’unica soluzione alla crisi sarebbe che la Bce diventi prestatore di ultima istanza, ha risposto ”credo che si possa assistere ad una evoluzione”.

Chissà se Draghi sta già sognando un bel bottone rosso