Il G-20 di Cannes è terminato con un nulla di fatto, come sempre. Il communiquè ufficiale riporta le solite dichiarazioni di intenti, dall’ impegno per un generico “piano di azione per crescita e lavoro” fino alla “intensificazione della lotta contro evasione fiscale e corruzione”. La soluzione radicale alla crisi mondiale? Niente. Il coordinamento di politiche pragmatiche ed efficaci per uscire dalle reciproche situazioni di stallo? Silenzio assordante. Dalla costa azzurra sono invece filtrate notizie sulle guerre economico-finanziarie in atto. Di seguito, i bollettini di guerra.

Germania e Francia contro Italia – Questo week end verrà probabilmente ricordato per lo sgambetto definitivo di Merkel e Sarkozy a Berlusconi, ancora risentiti la prima per i supposti commenti goderecci nei suoi confronti, il secondo per la promessa non mantenuta delle dimissioni di Bini-Smaghi. L’ Italia viene messa in un angolo, tra la sorveglianza speciale del FMI e lo spread sui titoli di stato vicino ai 500 punti, mentre Berlusconi ricorda in conferenza stampa che l’ Italia non è un paese in crisi perchè i ristoranti sono pieni di gente. Peccato non si accorga che le decisioni franco-tedesche stanno per spappolare banche e imprese italiane, tra stretta creditizia, costo del denaro alle stelle, valori di borsa eccessivamente bassi e contrazione della domanda interna. Una bella terra di conquista, da colonizzare.

Germania (e Francia) contro Grecia – Sempre a Cannes, la Grecia è stata costretta – pistola alla tempia – a cancellare il referendum e il primo ministro ha rimesso il mandato, aprendo così le porte ad un governo di solidarietà nazionale per implementare le dure riforme richieste dall’ Unione Europea. Intanto, l’ imponente fuga di capitali dal paese ellenico – per la grande gioia dei broker immobiliari londinesi – ne ha praticamente decretato il prossimo default quasi totale sul debito. Non è difficile prevedere la reintroduzione della dracma, a nostro avviso come moneta parallela all’ euro e all’ interno di un sistema bi-monetario, per pagare stipendi pubblici, spesa sociale e debito straniero. L’ operatore turistico tedesco TUI ha già comunicato agli alberghi locali, in via precauzionale, che per una tale evenienza i contratti firmati dovranno essere rinegoziati e comunque pagati per un controvalore in euro. PS: è evidente che l’ arma nucleare della  dracma darebbe la vittoria ad Atene nella guerra monetaria contro le banche tedesche e francesi.

Merkel contro Bundesbank – ha suscitato molto scalpore in Germania la notizia del tentativo da parte del governo di Berlino di sfruttare il G-20 per costringere la Bundesbank a dare in garanzia al FMI le proprie riserve. Frau Merkel, affamata di soldi e limitata dal suo parlamento nell’ aumentare le garanzie tedesche per salvare l’ euro, ha provato ad assaltare il Fort Knox teutonico. Respinta al mittente dagli inorriditi banchieri centrali di Francoforte, ha dovuto frettolosamente smentire di aver anche solo pensato ad un tale peccato.

Mercato e BRIC contro ESFS – Il fondo salva-stati europeo ESFS, aumentato una settimana fa ad un trilione di euro con il trucco della leva finanziaria, non impressiona nessuno. Per finanziarne le emissioni obbligazionarie, i mercati pretendono tassi di interesse più elevati rispetto al Bund (parrebbe ovvio anche a un bambino, visto che tutti i paesi europei – Spagna e Italia incluse – garantiscono in proporzione l’ ESFS. Evidentemente non lo è per i geni della finanza che lo hanno ideato). Anche i paesi emergenti (Brasile, Russia, India, Cina) hanno rifiutato di investire ulteriori soldi nel fondo salva-stati, preferendo darli – eventualmente, e solo in cambio di maggior potere di influenza – al Fondo Monetario Internazionale.

Europa contro Resto del Mondo – I Paesi dell’ Unione, lancia in resta la Germania, hanno tentato di scaricare la patata bollente dei debiti sovrani dei PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) a Christine Lagarde del FMI. L’ avvocato francese è subito partita per Mosca e, a seguire, Pechino; l’ aspettano sicuramente delle non facili negoziazioni. Il prezzo politico da pagare sarà probabilmente troppo alto e dobbiamo presumere ad un certo punto il niet degli Stati Uniti. Vedremo. Certamente – come più volte scritto – il Fondo Monetario Internazionale rappresenta il buco nero più adatto per far sparire i debiti mondiali in eccesso, nella maniera più indolore. Se ciò accadrà, questa donna verrà ricordata dalla storia.

Banca del Giappone contro Resto del mondo – dopo il dollaro, il real brasiliano e il franco svizzero, la bomba a mano della guerra delle valute è passata allo yen. La forte rivalutazione della moneta giapponese, al massimo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale,  cominciava a pesare sui conti delle aziende nipponiche esportatrici. La Banca Centrale giapponese è allora intervenuta pesantemente per svalutare lo yen, così come di recente i maghi della finanza svizzera e, prima di loro, a turno gli altri paesi.L’ esplosivo continua a passare di mano…

Stati Uniti e UK contro tutti – l’economia statunitense e quella britannica non vogliono saperne di riprendere fiato. Puntuali, le voci di ulteriori “stampatine” di moneta contro i detentori di riserve valutarie (Cina) e privati cittadini.

Italia contro BCE – SuperMario (Draghi) ha sorpreso gli operatori, abbassando dello 0,25% il tasso ufficiale di interesse. Peccato che non serva a nulla, in questa situazione. Per tenere buoni i tedeschi, ha poi fatto trapelare “minacce” all’ Italia, rea di essere – che sorpresa – malgovernata e indisciplinata. Dobbiamo resistere ancora un anno; quando la Banca Centrale avrà in pancia 200 miliardi di euro di titoli italiani, come faranno i tedeschi a non salvarci?

USA e Israele contro Iran – la guerra, quella vera, sembra purtroppo tornata sulle prime pagine dei giornali. I maliziosi hanno definito il probabile imminente attacco missilistico alle basi nucleari iraniane come come manna dal cielo per l’ indebolito (internamente) Presidente Obama. Il rullo dei tamburi ha storicamente sempre zittito i veri riformatori.