Bastonate in faccia e calci sul volto degli studenti caduti a terra, manganelli che spaccano la testa a ragazzini di soli 13 anni, proiettili di gomma sulla folla di giovani colpevoli di scendere in piazza per reclamare un sacrosanto diritto al lavoro e ad un futuro senza miseria, madri che si danno a fuoco perchè le banche tolgono loro la casa ipotecata. Immagini terribili, angoscianti, che suscitano una rabbia forte ed impulsiva e che poi fanno riflettere. È questa l’ Europa che desideriamo, l’ Italia che amiamo? Pagare le imposte e fare sacrifici per vedere le forze dell’ ordine far sanguinare il volto dei nostri giovani figli, le nostre madri e nonne disperate morire in modo atroce con le fiamme che ne bruciano le carni? Accade veramente tutto questo nel 2012 o siamo tornati al Medioevo morale? E che dire del silenzio della Chiesa, di tutte le persone di fede, dei milioni di padri e madri indifferenti e silenziosi? Perchè Monti non va in televisione a spiegare e a scusarsi? “Ieri sono stati picchiati adolescenti e nessun Ministro ha detto niente“, urlano dal pubblico ad un convegno a Roma e nessuno dei ministri presenti prende la parola. Nel frattempo, la supercasta dei banchieri continua a distribuirsi immeritati e lauti compensi, mentre quella politica è troppo indaffarata a rubare gli ultimi denari o, nel migliore dei casi, sta per inettitudine conducendo il paese al suicidio economico. Suggella il degrado morale del Paese il governatore della più ricca regione d’ Italia che, irritato dalle domande di una giornalista, urla all’ assistente “spaccale la faccia o ti licenzio”. Verrebbe voglia di usare i manganelli per altri scopi.

La lettura degli ultimi dati economici dell’ Eurozona ricorda un bollettino di guerra  e la situazione non potrà che peggiorare nel 2013, a cominciare dall’ ennesimo aumento delle accise dal prossimo gennaio, il rispetto del fiscal compact e gli antifurti alle bistecche, con il serio rischio che si scateni sull’ Europa una tempesta perfetta. Il Fondo Monetario Internazionale ha di recente pubblicato una fondata analisi che dimostra in maniera difficilmente oppugnabile, come le feroci politiche di austerità – per intendersi, quelle imposte a Grecia, Spagna e Italia – non solo non riescono a ridurre il rapporto debito/PIL, ma addiritura lo peggiorano. La distruzione della domanda aggregata e del potere di acquisto delle famiglie fa avvitare su sè stesse le economie già troppo indebitate. Solo sconforto e un scuoter di testa possono descrivere lo stato d’ animo di chi osserva i leader europei – specialmente quelli “tecnici” – ripetere gli stessi errori degli anni trenta del secolo scorso (ma per chi sono stati scritti i libri di storia?) e creare – nel peggiore dei casi – le premesse a violenza, caos e anarchia.

Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi

(Albert Einstein)

 Vi è qualcosa di profondamente sbagliato in una società che rompe le tempie ai figli e lascia bruciare le madri per dei pezzettini di carta con sopra scritto EURO, che hanno valore solo in quanto convenzione utile per volontà di una collettività. Chissà quante persone si rendono conto che il loro silenzio nell’ Europa in fiamme accetta di fatto la superiorità dell’ economia, del “guadagnar denaro” (utili idioti, sono solo pezzi di carta) sull’ amore per madri, nonne e figli, sulla civiltà e moralità così faticosamente conquistate nel corso di millenni. Per costoro, evidentemente, vale più una convenzione di un rivolo di sangue sugli occhi di un ragazzo che reclama solo il diritto a non venir derubato del suo futuro. Pezzettini di carta contro manganelli.

Gli americani e gli inglesi si salveranno stampando moneta fino all’ incandescenza delle rotative, come hanno sempre fatto. Non sarà per loro una ripresa veloce, non potendo le loro economie sfuggire all’ influenza della globalizzazione – con la pressione al ribasso sui salari dei lavoratori meno qualificati – e all’ irresistibile ascesa della meccanizzazione-robotizzazione del lavoro; i disoccupati “cronici” e di lungo periodo continueranno ad aumentare  mentre gli occupati lo saranno sempre più grazie a nuove “bolle” settoriali (pensiamo ai broker di immobili del picco 2007) scatenate – Bernanke le sogna ogni notte, ma il cavallo beve ad oggi ancora troppo poco – dall’ inondazione di pezzettini di carta con scritto sopra “DOLLARO”. Il rieletto Obama non avrà tempo per salvare l’ Europa, troppo impegnato tra le guerre in Medio Oriente e a cercare di frenare un poco l’ ascesa della Cina. La sua fortuna la faranno la Federal Reserve e l’ energia a buon mercato grazie ai giacimenti di gas e di petrolio del sottosuolo americano.

La risoluzione della crisi europea, prima che sia  troppo tardi e che accadano incidenti politicamente insanabil, richiede leader capaci di conoscenza e analisi storica  e di pensieri non ortodossi. In tal senso, ci conforta da un lato vedere le prime uscite allo scoperto del FMI sul tema  della parziale cancellazione dei debiti e la “sfrontatezza monetaria” della Banca Centrale d’ Inghilterra (BoE), che intende rigirare al governo gli interessi percepiti sui titoli di stato da questa comperati stampando sterline! Quando poi addirittura anche il numero uno dell’ associazione internazionale delle banche chiede soluzioni creative ai governi dell’ Eurozona, ci domandiamo se mai sarà possibile aspettarsi un tale sfoggio di leadership e di capacità intellettuale da parte di Merkel, Monti, Rajoy, Hollande. L’ unico che per il momento lo fa, seppur con le mani legate e con il fiato sul collo dei tedeschi, è Mario Draghi, ma serve solo ad evitare l’ immediato baratro, non è la soluzione ai problemi dell’ occupazione e della crescita (sostenibile).

Abbiamo più volte scritto delle due soluzioni a livello europeo da noi suggerite: 1) la parziale cancellazione elettronica dei debiti; 2) un Nuovo Piano Marshall per gli Investimenti, finanziato dalla BCE. Non se ne parla, per il momento, anche se di recente si sentono sempre più autorevoli voci in tal senso. Vogliamo quindi oggi proporre delle soluzioni esclusivamente italiane, giocando con i pezzettini di carta.

SOLUZIONE #1: Mario Monti, prima di lasciare il posto ad una inutile marionetta di sinistra, porta l’ Italia sotto l’ ombrello protettivo della Banca Centrale, che acquista BTP in cambio del proseguimento delle riforme economiche. Trascorsi tre anni e con centinaia di miliardi di titoli sovrani nel bilancio della BCE, il governo Italiano – seguito subito a ruota da quello spagnolo e francese – si rifiuta di ripagare il debito a Draghi che, nel gioco delle parti, lo rinnova e lo tiene nei libri contabili ad aeternum. L’ inflazione a tassi non problematici del 3%-4% fa il resto del gioco nelle decadi successive. Avvertenza: questo modello funziona solo se i tedeschi accettano il massiccio acquisto di titoli pubblici dei PIIGS, cosa non scontata (ma che alternativa hanno?). Problemi cronici italiani (crescita, corruzione, criminalità, oligopoli, competitività) risolti? Dipende dalle riforme. Forse un Monti al Quirinale, con la sponda di Draghi, sarà più bravo e fortunato del Monti capo del governo. Forse.

SOLUZIONE #2:  il 65% del debito pubblico italiano è in mani nostrane, prevalentemente banche e rentiers ed ogni anno la spesa per interessi sul debito divora oltre 80 miliardi. La legge italiana consente al governo di modificare unilateralmente scadenze e termini dei BTP; è sufficiente sostituire i titoli in mano italiana con titoli a dieci (o anche a 30!) anni, con cedola interessi al 1%. I risparmi sugli interessi nel primo triennio ammonterebbero a circa € 120 miliardi, denaro con il quale finanziare spesa per investimenti produttivi insieme a investitori privati e istituti di credito internazionali – portando così il totale degli investimenti fino a € 400-500 miliardi. Tale ristrutturazione del debito italiano è stata suggerita anche dal segretario generale OECD. Le banche italiane con i BTP in portafoglio soffriranno  perdite a bilancio per via dei minori interessi incassati? In parte si, ma è l’ ultimo dei problemi del Paese. Sono le stesse banche che invece di dare credito alle imprese fanno trading finanziario pagando l’ uno per cento alla BCE per incassare il 4%-5% sui BTP. Questa crisi ci ha insegnato che banche e governi sono un tutt’ uno e che i contribuenti alla fine le devono salvare. Che vengano quindi ricapitalizzate dai loro azionisti oppure nazionalizzate, come hanno fatto USA e Germania.

La seconda soluzione può essere adottata nel giro di poche settimane, in maniera indolore. Gli investitori stranieri mantengono i loro diritti acquisiti sul debito italiano, mentre quelli nostrani per un pò di anni non incasseranno tutti gli interessi che si aspettavano – so what? Meno pezzettini di carta per loro, meno manganelli per i nostri figli.